Anm, Usb all’attacco: Servono soluzioni concrete

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Sul caso Anm dura nota della Usb. “Come Unione Sindacale di Base – vi si legge – considerando l’attuale stallo in cui è caduta l’Anm sul terreno delle relazioni industriali e sull’assenza, da parte del Comune di Napoli, delle opportune procedure per la ricapitalizzazione, l’immissione in azienda di risorse fresche e la mancanza di un concreto piano industriale, rimaniamo convinti che bene abbiamo fatto a sciogliere la riserva sull’ipotesi di protocollo d’intesa con esito negativo”.
“E’ forte la tentazione di gridare che l’avevamo detto – afferma Marco Sansone dell’Esecutivo Regionale USB – e che mentre lo dicevamo facevano di tutto per farci apparire come non siamo: irragionevoli ed addirittura irresponsabili, isolandoci, ponendoci fuori dai tavoli unitari in cui si decide il futuro economico e la vita lavorativa dei dipendenti. Intanto, per amore del vero, i nostri dubbi circa la reale volontà dell’Amministrazione Comunale di privatizzare e spacchettare ANM sono diventati patrimonio comune”.
L’Usb parla di “disastro trasversale che investe sia il ferro che la gomma e che servirebbe un vero piano di risanamento che aggredisca il sistema di potere aziendale che per anni ha garantito la sopravvivenza di sprechi, sacche di parassitismo e rendite di posizione”.
“L’Amministrazione Comunale ed il Sindaco di Napoli, non possono concepire un piano di lavoro straordinario senza garantire l’ordinario quotidiano – dichiara Vincenzo Lucchese del Coordinamento Regionale USB Trasporti – a fronte di un annunciato e mai realizzato taglio ai superminimi ed agli stipendi d’oro, si continuano a chiedere sacrifici e collaborazione al personale di esercizio. La pazienza è finita – conclude Lucchese – servono soluzioni concrete. Parlare di esuberi e straordinari, allo stesso tempo, palesa una schizofrenia che non può essere tollerata. Si rasenta il patetico, quando a rifiutare il confronto siano proprio quei sindacati che hanno finora avallato e condiviso soluzioni che non risolvono e medicine che non guariscono”.