Anno giudiziario, allarme degli Avvocati: La “fretta” del Giudice non si trasformi in superficialità

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“Se è vero che l’effettività dei diritti passa attraverso i mezzi approntati dall’ordinamento per garantire il loro rispetto, l’Avvocatura è preoccupata che la fretta del giudice o del conciliatore si trasformi in superficialità imposta da norme procedurali ispirate alla cultura della rapida definizione ad ogni costo”. Lo ha detto il presidente degli avvocati di Napoli Antonio Tafuri, nel corso del suo intervento in occasione dell’inaugurazione on-line dell’anno giudiziario 2022, a Napoli, secondo il quale, “la legislazione dell’emergenza ha introdotto nuove modalità di celebrazione dei processi riducendo sensibilmente gli spazi della difesa”. “Torniamo a chiederci – ha detto anche Tafuri – quali siano le fondamenta democratiche dello Stato, riscopriamo che lo Stato non ha il compito di concedere i diritti ma di riconoscerli, ribadiamo che il riconoscimento dei diritti, per essere veramente il frutto della democrazia, deve germogliare dalla partecipazione di tutti i soggetti coinvolti”. Il presidente degli Avvocati napoletani ha ricordato “l’incessante attività dei Consigli dell’Ordine nella loro funzione di rappresentanza della classe forense territoriale e di amministrazione di una popolazione di circa 27mila avvocati e quasi 10mila praticanti” e, anche, il ruolo essenziale dell’Avvocatura che “non può tradire il compito che ci siamo assegnati e proprio per questo ci aspettiamo e chiediamo che la Giurisdizione sia esercitata in modo efficiente e giusto”. Dagli avvocati napoletani parte anche un monito alle forze politiche del Paese “a prestare attenzione alle rivendicazioni della magistratura onoraria, che proprio in questi giorni sta attuando una nuova astensione dalle udienze per manifestare la propria insoddisfazione sulla riforma. Il destino dei processi è strettamente legato anche all’operato dei giudici onorari. I processi di riforma hanno visto purtroppo la marginalizzazione del ruolo dell’Avvocatura, trascurando il dato che la Giustizia riguarda tutti e dunque certamente gli avvocati per la loro indiscussa funzione sociale e costituzionale di custodi e garanti dei diritti e delle libertà. Il recupero della credibilità della Giurisdizione e il rinnovo della fiducia dei cittadini nelle Istituzioni non possono essere conseguiti senza il contributo dell’Avvocatura. È anacronistico pensare che nei Consigli Giudiziari la presenza degli avvocati sia esclusa proprio sulle valutazioni dei magistrati e che il dibattito sia limitato alla concessione di un simulacro qual è il diritto di tribuna”.