Anno giudiziario, la protesta degli avvocati: Napoli, mani legate a difesa della Costituzione

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L’apertura dell’anno giudiziario presso la Corte di Appello di Napoli si apre con la protesta degli avvocati. I componenti del Consiglio dell’Ordine hanno fatto il loro ingresso nel Salone dei Busti a Castel Capuano, con le mani legate, e indossando L’apertura dell’anno giudiziario presso la Corte di Appello di Napoli si apre con la protesta degli avvocati. I componenti del Consiglio dell’Ordine hanno fatto il loro ingresso nel Salone dei Busti a Castel Capuano, con le mani legate, e indossando una fascia tricolore con la scritta “A difesa della Costituzione””. Quando poi a prendere la parola è stato il vice-capo del Dap, Francesco Cascini, gli avvocati si sono voltati di spalle al palco, interrompendo più volte il rappresentante del ministero della Giustizia, esibendo durante tutto il suo intervento dei fogli con la maschera di Anonymous. “Questi legacci – dice il presidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli, Francesco Caia, nel corso del suo intervento – sono per quei provvedimenti iniqui e ingiusti che minano l’accesso alla giustizia da parte dei cittadini”. “E’ un oltraggio alla democrazia – aggiuge  – che i cittadini vengano discriminati nell’accesso alla giustizia, per ragioni di censo, ed è altresì  inaccettabile che la revisione della geografia giudiziaria sia stata effettuata senza un confronto con gli operatori del settore”. Caia definisce, poi, “oltraggioso, il modo in cui il ministro della Giustizia”, Annamaria Cancellieri, “si è rivolta”, nei mesi scorsi, “agli avvocati napoletani”: contemporaneamente dalla platea sono partiti fischi, e urla (“dimissioni, vergogna”) all’indirizzo del ministro.

Martusciello: No a indulto e amnistia -“Sono convintamente contrario a provvedimenti di clemenza (amnistia e indulto) che avrebbero ancora una volta il risultato di vanificare in via generalizzata gli effetti della giustizia penale. L’indulto, poi, determinerebbe il solo effetto della cancellazione della pena, senza impedire di portare a termine, inutilmente, migliaia di processi”. A sostenerlo è il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli, Vittorio Martusciello, all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Per Martusciello ènecessaria  anche una riforma della prescrizione del reato. “E’ assurdo – dice – che la garanzia di un giudizio di revisione possa tradursi in un mezzo liberamente utilizzato dal condannato per puntare alla estinzione del reato per prescrizione”. Il Procuratore Generale denuncia poi le condizioni carcerarie dei detenuti, definite “disumane” e “una vergogna per il Paese”, criticando il cosiddetto decreto “svuota-carceri”: “Una goccia nel mare” lo definisce Martusciello. Passando alla tipologia dei reati, l’alto magistrato etichetta come  “impressionanti” le cifre relative al settore della contraffazione “in particolare nell’agroalimentare”, mentre soffermandosi sul traffico illecito dei rifiuti ha aggiunto che se a tale disastro si e’ pervenuti per i fortissimi interessi della camorra “coincisi – dice – da un lato con le collusioni e le omissioni delle istituzioni politiche amministrative e delle imprese, in massima parte operanti al Nord, dall’altro con il disinteresse mostrato su tali fenomeni criminali per decenni dalla stragrande maggioranza dei cittadini”.

Caldoro: Si intervenga su strutture carcerarie – Chiede di intervenire “con grande efficacia sulle strutture carcerarie” il governatore della Campania, Stefano Caldoro. “Al di là dei provvedimenti legislativi sul sovraffollamento miglioriamo intanto il sistema. Noi lo stiamo facendo con interventi di edilizia e l’ipotesi del carcere di Nola. Siamo in campo per fare il massimo possibile come istituzione regionale”, prosegue il governatore. Per il sindaco di Napoli Luigi de Magistris invece “il tema principale è pensare a una depenalizzazione radicale e seria di alcuni reati. Il carcere è l’estrema ratio, non la soluzione a tutte le problematiche sociali”. “Poi bisogna ridurre il numero delle persone in carcere prima della sentenza definitiva”.