Antonio Mastroberardino, ambasciatore dei vini campani nel mondo. Ricordo dell’imprenditore di Atripalda a sei anni dalla scomparsa

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In foto Antonio Mastroberardino

di Vincenzo Sbrescia

Un autentico ambasciatore d’Irpinia, della Campania e del Mezzogiorno nel mondo, il Cavaliere del lavoro Antonio Mastroberardino è stato, forse, l’imprenditore che, più di ogni altro, attraverso i suoi vini, ha contribuito a diffondere, nei cinque continenti, i prodotti vinicoli irpini e campani. A poco più di 6 anni dalla sua scomparsa, appare doveroso ricordare una personalità che, con intelligenza e competenza, con grinta e determinazione, oltre che con tanta umiltà, ha dimostrato che anche in un’area povera di risorse, ma ricca di intelligenza, è possibile fare impresa ai massimi livelli, sviluppando la storica attività vitivinicola di famiglia e rendendola un’azienda conosciuta e presente sul piano internazionale.
Grazie al suo tenace impegno, al sacrificio e ad un innato spirito imprenditoriale, i suoi vini (in primis il Taurasi, il Greco di Tufo, il Fiano di Avellino, ma anche il Lacrima Christi e il Redimore, per non parlare del “Villa dei misteri”) sono divenuti i principali messaggeri dell’eccellenza campana nel mondo.
E’ stato un pioniere dell’imprenditoria vitivinicola irpina, campana e meridionale, che, partendo dalle sue radici (a cui è sempre stato orgogliosamente legato) si è imposto sui mercati internazionali. Possiamo dire, guardando oltre frontiera, che Antonio Mastroberardino è stato, a pieno titolo, uno dei principali rappresentanti, a livello globale, della prestigiosa tradizione enologica italiana. Con grandi sacrifici, ma con eccezionali risultati, il Cavaliere Antonio ha operato per internazionalizzare una realtà produttiva che aveva radici antiche e che è profondamente ed orgogliosamente radicata nel nostro territorio. Oggi i suoi vini sono presenti nei più raffinati locali dell’Occidente, come dell’Oriente, da New York a Londra, da Parigi fino a Dubai, Hong Kong e Singapore.
Oltre ad essere un autorevole ed importantissimo imprenditore, il Cavaliere del lavoro Antonio Mastroberardino è stato un gentiluomo, sempre cortese, e riservato, mai sopra le righe, oltre che una persona magnanima ed un mecenate, sostenitore di progetti pionieristici (si pensi, ad esempio, alla coltivazione di uve nell’antichissimo sito archeologico di Pompei).
In lui il carattere mite, la finezza dei modi e la grande signorilità venivano affiancate da una straordinaria tenacia e da una formidabile visione del futuro, da un uomo d’impresa proiettato nel contesto globale.
Ebbi la grande opportunità di colloquiare con lui in diverse occasioni. Ricordo l’ultima volta che incontrai e potei dialogare con il Cavaliere del lavoro Dott. Antonio Mastroberardino, insieme a mio padre (che fin da quando era stato Commissario prefettizio ad Atripalda, nel 1975 lo aveva conosciuto e profondamente stimato). Ricordo che eravamo nella sua amata azienda, nell’accogliente sala dell’enoteca. Era una giornata prenatalizia del dicembre del 2013. Egli ci descrisse, tra l’altro, degli anni lontani in cui, con entusiasmo e grande impegno, avviò l’azione di promozione internazionale dei suoi vini, specie in America. Ci raccontò delle volte in cui visitò New York e le altre realtà degli Stati Uniti, ci parlò degli incontri che ebbe con i ristoratori italoamericani, (sempre, e giustamente, molto esigenti ed attenti ad offrire ai propri clienti il top dei prodotti italiani). Erano anni in cui non era per nulla agevole per un’impresa meridionale accedere sui mercati americani ed internazionali. E anche il settore vinicolo era quasi monopolizzato dai tradizionali vini del Centro Nord (dal Chianti, al Lambrusco, al Soave etc.) Nonostante le difficoltà, in breve tempo, grazie all’altissima qualità dei suoi vini, Mastroberardino si fece spazio in America e nel mondo, divenendo un messaggero dell’eccellenza campana, meridionale ed italiana, e contribuendo ad aprire la strada anche a tantissimi altri operatori vinicoli che hanno guardato al Cavaliere Antonio come un autorevolissimo riferimento sul piano imprenditoriale ed enologico.
Dai suoi racconti emergeva la passione per il suo lavoro, l’amore profondo per la sua terra, ma anche lo spirito di sacrificio e la determinazione rispetto agli obiettivi da raggiungere. Questi elementi si fondevano con la mitezza dei modi e l’eleganza del tratto che hanno caratterizzato il suo stile imprenditoriale e la sua personalità.
Grazie alla sua intraprendenza, al suo instancabile e quotidiano lavoro, il Cavaliere Antonio Mastroberardino ha prodotto sviluppo ed occupazione nella sua amata provincia, coniugando la valorizzazione delle risorse endogene (ed in primis dei vitigni autoctoni di derivazione greca e romana) con l’esigenza di internazionalizzare l’azienda di famiglia.
In Irpinia e non solo in Irpinia viene ricordato con affetto e gratitudine. Con la sua azione imprenditoriale, il dott. Antonio (come era affettuosamente chiamato dai suoi collaboratori che lo ricordano con grande nostalgia) ha contribuito, in modo decisivo, ad aprire la strada e, poi, a consolidare un settore strategico dell’economia irpina come quello vitivinicolo; comparto che è, via via, divenuto un essenziale volano di sviluppo per il nostro territorio. In conclusione, possiamo dire che con la sua azienda, Antonio Mastroberardino, ha portato in tutto il mondo il nome di Atripalda e le eccellenze vitivinicole della nostra terra. Si tratta di un modello virtuoso cui guardare per far ripartire lo sviluppo, in un’ottica di sostenibilità ambientale, puntando sulle straordinarie capacità umane ed imprenditoriali e su di un territorio ricco di potenzialità da sviluppare adeguatamente.

* coordinatore provinciale di Avellino e vice coordinatore regionale del Movimento ambientalista europeo “FARE AMBIENTE”