Antonio Porcaro si dimette da capo dei revisori dei conti della Regione

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 L’aula del Consiglio regionale della Campania torna a essere teatro di polemiche e contrapposizioni (ancora solo alle prime battute) tra l’approvazione di una legge e un’altra. Ad accenderle è stata nel primo pomeriggio la notizia della conferma delle dimissioni presentate il 30 marzo scorso dal presidente del Collegio dei Revisori dei Conti (sia della Giunta che del Consiglio) Antonio Porcaro, che oggi (da verbale ufficiale, il n. 11 del 2 maggio 2017) ha presentato anche le dimissioni, con effetto immediato, dall’intero collegio (che, secondo quanto prescrive la legge, viene costituito da soggetti nominati mediante sorteggio). Nelle 9 pagine del documento – su cui si è già espresso polemicamente il capogruppo di Fi Cesaro – si sottolinea il persistere di numerose problematiche tra cui una che riguarda la presidente dell’Assemblea Rosa D’Amelio. Per l’ex presidente dei Revisori, infatti, nel corso dell’ultimo incontro con il vertice dell’Assemblea, presenti il Questore alle Finanze e il Capo di Gabinetto, ci sarebbero state opinioni discordanti in merito alla richiesta di chiarimenti sui compensi e i rimborsi spese.  Dopo di che, scrive Porcaro nel verbale, D’Amelio “rammaricandosi di non poter nominare i revisori con residenza in Campania, con gesto palesemente offensivo, invitava il Collegio alle dimissioni. Con buona pace dell’indipendenza, autonomia, terzietà del Collegio unitamente al possesso di speciali requisiti professionali dei propri componenti. Un gesto di alta amministrazione con grande dignità istituzionale Sul cambio delle regole nel corso della partita è solo silenzio”. Risentita per essere stata coinvolta, la presidente ha deciso di parlare direttamente ai cronisti in sala stampa per chiarire quanto era accaduto nella citata circostanza. “Ci sono state richieste relative al compenso – ha spiegato – che la Campania ha definito in base alla legge nazionale equiparandole a quelle applicate nella Regione Lazio, che pure vanta un maggiore numero di abitanti rispetto a noi. Io ho semplicemente spiegato quali parametri abbiamo applicato aggiungendo che, trattandosi di nomine disposte in base al sorteggio, non esisteva da parte loro alcun obbligo a restare e, se non fosse andato loro bene il compenso disposto, avrebbero potuto non accettare e, di fatto, dare le dimissioni”. D’Amelio ha aggiunto “se ritengono che ci siano irregolarità (come si sottolinea in altri passaggi del verbale, ndr) fanno bene a denunciarlo” e ha ammesso la possibilità di recarsi in Procura a riferire quanto accaduto in nome della “massima trasparenza e della correttezza tra tutti”.