Apertura di ottava in progresso per i mercati dell’Asia

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Il punto. I l Ftse Mib segna -0,98%, il Ftse Italia All-Share -0,87%, il Ftse Italia Mid Cap -0,30%, il Ftse Italia Star +0,17%.
Mercati azionari europei in rosso: DAX -1%, CAC 40 -0,7%, FTSE 100 -0,6%, IBEX 35 -0,6%.
Future sugli indici azionari americani in calo dello 0,2-0,4 per cento circa. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,33%, Nasdaq Composite +0,20%, Dow Jones Industrial +0,37%.
In flessione Tokyo con il Nikkei 225 a -0,61%. incerte le borse cinesi: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,35%, a Hong Kong l’Hang Seng a -0,08%. Euro in correzione sotto il massimo di venerdì a 1,1043. EUR/USD al momento oscilla in area 1,0960.
Mercati obbligazionari eurozona in leggero rialzo. Il rendimento del Bund decennale è stabile rispetto alla chiusura precedente allo 0,21%, quello del BTP scende di 2 bp all’1,43%. Lo spread cede 2 bp a 122.
Ancora deboli i titoli bancari italiani dopo la flessione di venerdì: l’indice FTSE Italia Banche segna -1,7% contro il -0,3% circa dell’EURO STOXX Banks.

Negli Stati Uniti le non farm payrolls di febbraio hanno evidenziato 242 mila nuovi posti di lavoro, oltre le attese degli analisti che erano ferme a 195 mila. Deludente, tuttavia, l’andamento dei salari che su base mensile ha mostrato un calo dello 0,1%. Si tratta del primo ribasso dal dicembre 2014. L’attesa degli investitori è tutta dedicata alla riunione della Bce, in programma giovedì, con il mercato che si attende misure più aggressive di stimolo monetario specialmente dopo la ricaduta in deflazione della zona euro.


Borse asiatiche
Apertura di ottava in progresso per i mercati dell’Asia. A Tokyo, tuttavia, sono partite le prese di beneficio dopo il rally di oltre il 5% di settimana scorsa e, in attesa della revisione del Pil prevista per martedì che dovrebbe evidenziare un rallentamento superiore alle stime preliminari per l’economia del Sol Levante, il Nikkei 225 ha chiuso in declino dello 0,61% appesantito anche dal rafforzamento dello yen registrato in chiusura della precedente ott ava.
Sul fronte macroeconomico, in gennaio l’indice anticipatore del Giappone si è attestato a 101,4 punti contro i 101,8 punti della lettura finale di dicembre (103,5 in novembre) e contro i 101,6 punti del consensus.
Si tratta del livello più basso dai 98,9 punti registrati nel dicembre 2012. Per la seconda seduta consecutiva il migliore titolo a Tokyo è stato quello di Sharp, che ha guadagnato il 7,28% su indiscrezioni che le trattative per il takeover da parte di Hon Hai Precision Industry (l’azienda di Taiwan nota, e non sempre in positivo viste le polemiche sulle condizioni di lavoro nelle sue fabbriche cinesi, come Foxconn) potrebbero portare a un accordo in settimana. A Seoul, il Kospi ha segnato invece un progresso dello 0,11% al termine delle contrattazioni.
Pechino ha confermato sabato in occasione dell’apertura dell’Assemblea nazionale del popolo target di crescita dell’economia del 6,5-7% nel 2016. Il premier cinese Li Keqiang, parlando all’assemblea, ha di fatto riconosciuto che gli sforzi per reagire al rallentamento del Paese non hanno prodotto gli effetti desiderati. Li ha però promesso tagli fiscali che potrebbero lasciare alle aziende più soldi da investire. E non a caso in una seduta contrastata per le piazze cinesi, la migliore performance è stata quella dello Shenzhen Composite: l’indice che più rappresenta le Pmi della Cina ha infatti registrato un progresso del 2,03% in recupero dopo il crollo del 2,91% segnato venerdì.
Grazie a un’accelerazione finale, invece, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno chiuso in progresso dello 0,81% e dello 0,35% rispettivamente dopo una seduta in altalena. Spinta che ha portato in positivo anche la piazza di Hong Kong: l’Hang Seng avvicinandosi alla chiusura è infatti in modesto progresso (mentre l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, guadagna circa l’1%).
Migliore piazza della regione è stata quella di Sydney, grazie al rally delle materie prime che non accenna a fermarsi. Settimana scorsa il minerale di ferro, principale voce per l’export australiano, era volato ai massimi di quattro mesi e mezzo, mentre il petrolio alla riapertura sui mercati asiatici ha continuato ad apprezzarsi dopo il rally di quasi il 10% della precedente ottava.
I future sul Brent si muovono ai massimi da metà dicembre, con un progresso di quasi un terzo rispetto ai minimi toccati in febbraio. Il risultato è stato un progresso dell’1,04% per l’S&P/ASX 200, ma a fronte dei nuovi rally dei colossi minerari Bhp Billiton e Rio Tinto (hanno guadagnato il 4,98% e il 3,50% rispettivamente), anche i titoli finanziari hanno sovraperformato l’indice. E il guadagno di Sydney è stato il principale fattore dietro al progresso di circa lo 0,60% per l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che ha recuperato circa l’80% delle sue perdite dall’inizio dell’anno.

 

Borsa Usa
A New York i principali indici hanno chiuso l’ultima seduta della settimana in rialzo grazie ai positivi dati sull’occupazione. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,37%, l’S&P 500 lo 0,33% e il Nasdaq Composite lo 0,2%.
Nel mese di febbraio i nuovi posti di lavoro, nei settori non agricoli, sono aumentati di 242 mila unità. Il dato e’ nettamente superiore alle attese degli analisti che si aspettavano una crescita di 190 mila impieghi. Rivista al rialzo la rilevazione di gennaio a 172 mila impieghi dai 151 mila precedenti. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,9%, in linea con le attese e con la rilevazione precedente. Diminuisce invece dello 0,1% il salario orario medio a fronte di una crescita attesa dello 0,2% su base mensile.

 

Europa
Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta dell’ottava in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,4%, il Cac40 di Parigi lo 0,2%, il Ftse100 di Londra lo 0,15% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,1%. La settimana sarà dominata dall’attesa del consiglio Bce di giovedì.  
Il Dipartimento dell’Economia e della Tecnologia tedesco ha reso noto che a gennaio gli ordinativi industriali sono diminuiti dello 0,1% rispetto al mese precedente, risultando tuttavia superiori alle stime degli analisti che avevano calcolato un calo pari allo 0,3%. A dicembre gli ordinativi erano diminuiti dello 0,2%.
Alle 10,30 ora italiana sarà pubblicato l’indice Sentix (fiducia investitori). Sul fronte societario Fomento de Construcciones y Contratas (Fcc) +15%. Il miliardario messicano Carlos Slim ha comunicato che lancerà un’Opa totalitaria sul gruppo di costruzioni spagnolo a 7,60 euro per azione.

 

Italia
Si interrompe la striscia di sei rialzi consecutivi. Venerdì scorso Piazza Affari ha chiuso in ribasso con l’indice Ftse Mib che ha perso lo 0,38% a 18.278 punti. Sulla performance dell’indice guida ha pesato la debolezza del comparto bancario. Sui titoli del comparto, infatti, si sono registrate forti vendite in scia alla richiesta della Banca centrale europea a Banca Carige di presentare un nuovo piano strategico entro maggio. Banco Popolare ha ceduto il 4,2% a 7,985 euro, Popolare di Milano il 3,3%, Intesa SanPaolo il 2,01%, Ubi Banca l’1,89%, Unicredit il 2,20%. Ben comprata invece
Telecom Italia (+2,25% a 1,02 euro) dopo i rumors sulla possibile uscita dell’Ad Marco Patuano su imposizione dell’azionista francese. Secondo gli analisti di Equita, però, questa sarebbe una minaccia per il gruppo e per il titolo. Nei giorni scorsi Vivendi, principale azionista del gruppo italiano, ha aumentato ulteriormente la partecipazione in Telecom Italia, salendo al 23,8% del capitale. Continuando gli acquisti a questo ritmo, Vivendi potrebbe portarsi a ridosso della soglia del 25%, oltre la quale scatterebbe l’Opa obbligatoria.
Brillante Moncler (+3,48% a 14,85 euro) in scia alla pubblicazione dei risultati finanziari per il 2015.
L’azienda ha archiviato il 2015 con ricavi per 880,4 milioni di euro, contro i 694,2 milioni del 2014, e un utile netto di 167,9 milioni, in aumento del 29% rispetto al dato precedente. Gli analisti di Goldman Sachs hanno confermato la raccomandazione di acquisto (rating buy) su Moncler e hanno rivisto al rialzo il prezzo obiettivo da 18,9 a 20,5 euro.

 

I dati macro attesi oggi
Lunedì 7 marzo 2016
04:40 GIA Intervento Kuroda (BoJ);
06:00 GIA Indice anticipatore gen;
08:00 GER Ordini all’industria gen;
10:00 ITA Indice prezzi alla produzione gen;
10:30 EUR Indice Sentix (fiducia investitori) mar;
15:00 EUR Riunione Eurogruppo;
18:00 USA Intervento Brainard (Fed);
18:30 USA Intervento Fischer (Fed).