App salva bollette e ricariche laser: startup italiane green a Las Vegas

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L’Italia è fra i protagonisti anche quest’anno del Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas, il più importante evento tech dell’anno che si chiuderà venerdì 9 gennaio. La missione italiana, guidata dall‘Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, riunisce 51 startup all’interno di un unico padiglione, vetrina delle innovazioni più promettenti del Paese con l’obiettivo di offrire al mercato internazionale soluzioni tecnologiche applicabili su larga scala. Fra queste quattro startup si occupano di energia e sostenibilità ambientale: Koala (da Apollosa, provincia di Benevento) è un’infrastruttura digitale che intende trasformare i cittadini in partecipanti attivi al mercato dell’energia rinnovabile. La piattaforma riunisce tre componenti per un ecosistema decentralizzato: community management (strumenti gratuiti per costituire e governare comunità energetiche locali), professional hub (un canale per collegare gli utenti a installatori e fornitori di servizi energetici selezionati per gestire pratiche e upgrade) e peer-to-peer trading (un marketplace in cui famiglie e imprese comprano e vendono direttamente l’energia in surplus). Collegando localmente produttori e consumatori, l’obiettivo è aiutare a ridurre le bollette e a trattenere più valore nella comunità. SunCubes (da Milano) fornisce un sistema di ricarica laser da terra che alimenta in modalità wireless sensori distribuiti in città e siti industriali. I trasmettitori puntano un fascio laser stretto e sicuro su piccoli ricevitori installati sui dispositivi – telecamere CCTV, sensori di qualità dell’aria e ambientali, sensori di monitoraggio strutturale – per ricaricarne le batterie di giorno e di notte e con qualsiasi condizione meteo. Sostituendo le sostituzioni manuali delle batterie, la piattaforma abilita operatività continua e riduce la manutenzione. Progettato come infrastruttura modulare, il sistema si installa su pali e reti esistenti e si collega alle piattaforme smart city, contribuendo a ridurre costi operativi e impatto ambientale.

Beadroots (da Lecce) è una startup agri-biotech focalizzata su resilienza alla siccità e ripristino del suolo. Sviluppa polimeri superassorbenti naturali (idrogel) derivati da alghe che trattengono l’acqua attorno alle radici e, degradandosi, rilasciano nutrienti a supporto delle piante e dei microrganismi del suolo. Nei test, gli idrogel hanno ottenuto fino all’80% di risparmio idrico e fino al 60% di aumento della resa e sono pensati per qualsiasi coltura. La formulazione 100% naturale può essere combinata con microrganismi e funghi benefici per potenziare gli effetti biostimolanti e aiutare a proteggere le piante dai patogeni. Beadroots sviluppa anche substrati di coltivazione avanzati. Tinental (da Bastiglia, provincia di Modena) punta all’efficienza industriale e la decarbonizzazione. Il suo prodotto di punta, Caleno, è un sistema basato su AI e IoT che ottimizza pompe e ventilatori regolando in tempo reale i settaggi. È offerto come soluzione zero-CapEx, ossia i clienti non acquistano le apparecchiature in anticipo, il deployment è incluso in un modello di spesa operativa (ad esempio abbonamento o pay-as-you-save). Secondo la startup, Caleno ha mostrato fino al 60% di riduzione dei consumi energetici e della CO2 a parità di output, riducendo i costi operativi e rendendo gli impianti più autoregolanti.