Appalti pubblici online, è paralisi (-40% in un mese). Asmel ai Comuni: Vi aiutiamo noi

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In foto Francesco Pinto, presidente di Asmel

Nel primo mese di vigenza dell’obbligo di gare telematiche per le Stazioni Appaltanti si è registrato un crollo del 40% dei bandi di indizione di gare d’appalto pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. A lanciare l’allarme sull’arretratezza del sistema italiano degli appalti pubblici è Asmel, l’Associazione italiana per la sussidiarietà e la modernizzazione degli Enti Locali che unisce oltre 2400 Enti Locali di tutto il Paese.

Dal 18 ottobre scorso anche in Italia, per adeguarsi alle normative europee, gli appalti telematici sono diventati obbligatori così come prescritto dall’art. 40 del Codice dei Contratti Pubblici. Una grande novità che ha comportato la necessità per tutte le Stazioni Appaltanti operanti sul territorio nazionale, di dotarsi di piattaforme telematiche che garantiscano la legittimità delle procedure affidate. Una novità per cui evidentemente pochi Enti Pubblici italiani sono attrezzati.

Dopo i vani tentativi dell’Anci di ottenere un rinvio della norma (una strada chiaramente non percorribile visto l’obbligo europeo) e i suoi maldestri consigli ai Comuni di derogare alla norma, suggerendo la possibilità di considerare come comunicazioni elettroniche anche quelle realizzate con la spedizione di plichi contenenti strumentazioni elettroniche (compact disk, chiavette USB ecc), Asmel ha deciso di affiancare concretamente tutti i Comuni italiani, non solo i suoi soci. Ed ha reso disponibile per tutti gratuitamente una piattaforma per le gare online che consente a tutte le Stazioni Appaltanti di non disattendere l’obbligo normativo e di sviluppare una “buona pratica” in grado di assicurare efficienza, trasparenza e risparmi di spesa. Una disponibilità a seguito della quale in pochi giorni hanno risposto oltre cento comuni da tutta Italia.

Asmel, del resto, è stata assoluta pioniera in Italia in tema di gestione telematica delle gare d’appalto avendo costituito già da sei anni la Centrale Telematica di Committenza Asmecomm oggi divenuta la prima e unica Centrale dei Comuni di rilievo nazionale, forte dei suoi 1.265 Soci e di un totale appalti di circa 2 miliardi di euro di gare bandite per oltre 200 milioni di euro di risparmio per le casse pubbliche.

“Con questa iniziativa non intendiamo rafforzare Asmecomm, che al prossimo 31 dicembre chiuderà le iscrizioni di nuovi soci, ma semplicemente evitare una paralisi degli appalti – spiega Francesco Pinto, segretario generale Asmel – perché vogliamo sostenere concretamente la grande rivoluzione dell’introduzione delle gare on line che producono in maniera ormai comprovata modernizzazione, semplificazione e risparmi (ammonta, infatti, ad almeno il 10% del transato il risparmio che si ottiene con il processo di informatizzazione delle gare d’appalto)”. Una rivoluzione che, come sottolinea Pinto, “consentirà anche l’affermarsi e il consolidarsi di quel pluralismo delle Centrali di committenza in cui abbiamo sempre creduto e che consente vantaggi per tutte le autonomie locali, superando le tante rendite di posizione legate alle tante prescrizioni del sistema, a partire da quelle di Consip che oggi, forte della sua storia con ben 435 citazioni in Gazzetta Ufficiale contenute in ben 115 provvedimenti, impone ai Comuni acquisti a condizioni svantaggiose”.