Appalti truccati e corruzione elettorale, arrestato il consigliere regionale Nino Savastano

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in foto Giovanni Savastano (da YouTube)

C’è anche Nino Savastano, consigliere regionale campano (già assessore alle politiche sociali del Comune di Salerno), tra i destinatari di un’ordinanza applicativa di misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Salerno su presunti appalti truccati. Sono in tutto 10 le misure cautelari eseguite. Nei confronti di Giovanni Savastano, detto Nino, consigliere regionale del gruppo Campania Libera, sono stati disposti gli arresti domiciliari. I destinatari dell’ordinanza sono indagati, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti. Nino Savastano, consigliere regionale campano del gruppo “Campania Libera – Noi Campani – Psi”, è stato il più votato tra i candidati della lista “Campania Libera”, che prende il nome dal movimento politico fondato dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Savastano, candidato nella circoscrizione Salerno (che corrisponde al territorio della provincia salernitana), ha ottenuto 16.587 preferenze. Nell’attuale consiliatura regionale, Savastano è vicepresidente della Commissione politiche sociali, istruzione, cultura e ricerca scientifica. Tra il 1993 e il 2001, e tra il 2011 e il 2016, Savastano è stato assessore allo sport e alle politiche sociali del Comune di Salerno, componente delle Giunte comunali guidate dall’allora sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, oggi presidente di Regione. Con lui sono stati arrestati Fiorenzo Zoccola, e il dirigente del settore Ambiente del Comune di Salerno, Luca Caselli. Per Zoccola, gestore di fatto di diverse altre cooperative che avevano in gestione la manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio del Comune di Salerno, è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per Caselli sono stati disposti gli arresti domiciliari, così come per Savastano. Nei confronti degli imprenditori di fatto titolari delle cooperative è stato invece disposto il divieto di dimora nel comune di Salerno.
Sia Savastano che Zoccola devono rispondere anche del reato di corruzione elettorale. L’ipotesi di reato è contestata dalla Procura di Salerno anche nei confronti di Fiorenzo Zoccola, presidente di una cooperativa sociale e considerato gestore di fatto di diverse altre cooperative che avevano in gestione la manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio del Comune di Salerno.