Aquarius senza porto, appello ai governi Ue

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Roma, 12 ago. (AdnKronos) – “Aquarius fa rotta verso nord con 141 sopravvissuti a bordo”. E’ quanto si legge sull’account Twitter di Sos Mediterranee, che insieme a Medici Senza Frontiere chiede “ai governi europei di assegnare un luogo sicuro di sbarco più vicino in conformità con il diritto marittimo internazionale, in modo che le persone salvate in mare possano essere sbarcate e la Aquarius possa urgentemente continuare a prestare la necessaria assistenza umanitaria”.

Nel comunicato, le due associazioni che gestiscono la nave di soccorso ricordano che lo scorso venerdì, la Aquarius prima “ha salvato 25 persone trovate alla deriva su una piccola barca di legno senza motore a bordo”. Più tardi, ha messo in salvo 116 persone, compresi 67 minori non accompagnati, che si trovavano a bordo di una seconda imbarcazione di legno sovraffollata.

“Durante entrambe le operazioni di salvataggio, la Aquarius ha informato delle attività tutte le autorità competenti, tra cui i Centri di Coordinamento del Soccorso Marittimo di Italia, Malta e Tunisia, nonché il Centro di Coordinamento Congiunto di Soccorso libico, il quale ha confermato di essere l’autorità di coordinamento dei soccorsi” continua il comunicato, sottolineando che le autorità libiche hanno informato “la Aquarius che non avrebbe assegnato un luogo sicuro di sbarco e ha ordinato alla nave di richiederlo a un altro Centro di Coordinamento”. Così la nave “si sta ora dirigendo verso nord per richiedere il luogo sicuro di sbarco più vicino a un altro Centro di Coordinamento”.

Su Twitter Msf fa sapere che “le condizioni di salute delle persone soccorse sono stabili, ma molti sono estremamente deboli e denutriti”. E, si legge ancora nel comunicato delle due associazioni, le persone salvate hanno raccontato di aver incrociato altre cinque navi che non hanno offerto alcuna assistenza, prima di essere soccorse dall’Aquarius.

“Sembra che sia a rischio il principio stesso di fornire assistenza alle persone in pericolo in mare. Le navi potrebbero non essere disposte a rispondere a coloro che sono in difficoltà a causa dell’alto rischio di rimanere bloccate e di vedersi negare un luogo sicuro di sbarco”, ha dichiarato ha dichiarato Aloys Vimard, coordinatore di Msf a bordo di Aquarius.

“In questo momento stiamo seguendo le istruzioni del Centro di Coordinamento Congiunto di Soccorso libico e contatteremo debitamente altri Centri di coordinamento per un posto sicuro dove sbarcare le persone soccorse che abbiamo a bordo – ha dichiarato Nick Romaniuk, coordinatore dei soccorsi per Sos Mediterranee -. Ciò che è di massima importanza è che i superstiti siano portati senza ritardi in un luogo sicuro di sbarco, dove si possa rispondere ai loro bisogni di base e dove possano essere protetti dagli abusi”.