Archeologia, a Castellammare una “vetrina” per 8mila reperti dell’antica Stabiae

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Nuovi scavi archeologici tra le rovine dell’antica Stabiae. una scuola di alta formazione per archeologi con una foresteria sul modello della Normale di Pisa, uffici per gli impiegati della Soprintendenza,che attualmente alloggiano in container negli scavi di Pompei, ed un Museo archeologico, con 8 mila reperti, chiusi da 20 anni nell’Antiquarium Stabiano. Questo, nei dettagli, il progetto del direttore della Soprintendenza del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna sul futuro Museo Archeologico che troverà posto nella ex Reggia Borbonica di Quisisana, a Castellammare di Stabia (Napoli). L’ obbiettivo è di mettere all’opera giovani ricercatori nel peristilio superiore di Villa San Marco, la dimora patrizia sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., quando lava e lapilli distrussero Pompei, Ercolano e Stabiae.

L’annuncio è stato dato lo scorso 15 ottobre durante la firma della convenzione con il Comune per l’istituzione di un Museo dei reperti di Stabiae all’interno del Palazzo Reale di Quisisana, a Castellammare di Stabia. “Ci sono oltre 8mila reperti, emersi dagli scavi delle ville di Stabia, e custoditi nell’Antiquarium chiuso dal 1997 – ha detto il sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino – Il Museo Archeologico che troverà spazio nelle sale del Palazzo Reale di Quisisana sarà intitolato a Libero D’Orsi, che negli anni ’50 riprese a scavare nell’area archeologica della collina di Varano”.

Il Soprintendente Osanna ha assicurato che è disponibile subito 1 milione di euro ed altrettanto prevede di stanziare con il prossimo bilancio, ipotizzando l’espletamento delle gare e l’affidamento dei lavori entro la fine di quest’anno ed il taglio del nastro entro il 2021.

Il Museo archeologico di Stabia antica occuperà circa 4 mila metri quadrati del Palazzo Reale di Quisisana, il 50% della superficie, in cui dovranno trovare sede i depositi dei reperti archeologici, ma anche gli uffici della Soprintendenza. “Saranno spostati qui gli uffici che attualmente sono alloggiati ancora nei container dentro agli Scavi di Pompei – ha detto Osanna – Ma oltre ai depositi e agli uffici, intendo creare qui una scuola superiore di archeologi e di conservazione dei beni culturali dell’Italia Meridionale e del Mediterraneo, un luogo di convegni e di master per studenti già laureati con una foresteria sul tipo della Normale di Pisa, per docenti e studenti”.

Già dal prossimo anno, nel Palazzo Reale di Quisisana, saranno aperte aule dedicate alla formazione post-laurea di studenti del suo corso all’Università Federico II. “La Soprintendenza gestirà questo luogo che deve diventare polo museale di eccellenza: il Palazzo Reale di Quisisana può diventare uno straordinario contenitore culturale per i giovani e fatto dai giovani – ha aggiunto Osanna – e, durante i lavori, l’attuale mostra di reperti di Stabiae, ‘Dal buio alla luce’ , sarà prioritariamente ampliata”.

Il Comune di Castellammare di Stabia, che si è riservato i due piani superiori del Palazzo borbonico, ha un progetto per inserire nelle sale un Museo della Città, da mettere in rete con la vastissima offerta culturale del territorio: Ville di Stabia, Museo Archeologico, Grotta di San Biagio, Pompei, Museo Diocesano.