Archeologia, dagli scavi sottomarini di Ischia numerosi reperti della Roma Antica

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Ischia non è affatto un’isola di scarsa rilevanza archeologica dell’antica Roma, come si pensava. E’ quanto sta emergendo dagli scavi subacquei per riportare alla luce l’insediamento di Aenaria, nella baia di Cartaromana, a Ischia Ponte (Napoli). Le ricerche sono giunte al settimo anno e sono condotte sotto la direzione della locale Soprintendenza Archeologica, dell’area marina protetta (Amp) Regno di Nettuno e con i mezzi e gli operatori subacquei della Marina di Sant’Anna srl. “Quanto ricostruito e ritrovato sinora – spiega l’archeologa e sub, Alessandra Benini, responsabile di cantiere dello scavo – ci sta permettendo di riscrivere parte della storia e della topografia antica di questo settore dell’isola. La tradizione storiografica ha – da sempre – visto Ischia in età romana come un’isola semi-abbandonata o comunque di scarsa rilevanza archeologica sia nel quadro dell’edilizia aristocratica, preponderante invece nella vicina terraferma flegrea, sia dell’ambito dei commerci marittimi. Le indagini di scavo stanno invece – anno dopo anno e con la lentezza tipica delle ricerche archeologiche – delineando per la baia di Cartaromana un’area densamente frequentata a partire dal III secolo a.C. grazie alla presenza di una ampia banchina portuale. Poco lontano, invece, affiorano, tra gli scogli del fondale e l’edilizia moderna, i resti di una villa marittima. Con questi primi risultati si stanno quindi restituendo all’isola d’Ischia tutte quelle caratteristiche topografiche tipiche delle altre piccole isole tirreniche”. Su Ansa.it, un ampio approfondimento multimediale del sito di Aenaria e dell’archeologia sommersa sulle aree marine protette della Campania nel magazine “Alla scoperta del mare di Augusto imperatore”.