Archeologia, lastre etrusche del VI secolo scoperte a Cerveteri: terminato il restauro

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Ritrovate dagli uomini della Guardia di Finanza prima che finissero negli Stati Uniti, affidate ai tecnici della Soprintendenza per l’Etruria Meridionale che le hanno restaurate e ora pronte ad arricchire il patrimonio del Castello di Santa Severa in provincia di Roma. E’ il destino di quattro lastre dipinte di epoca etrusco-arcaica, che risalgono agli ultimi decenni del VI secolo avanti Cristo, presentate questa mattina nel Palazzo Patrizi-Clementi di Roma, sede della Soprintendenza laziale. Il ritrovamento è il frutto di un lavoro di indagine, condotto dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma, culminato con il sequestro delle lastre a Cerveteri nel 2019 nell’ambito delle attività che il Corpo svolge a tutela del demanio e del patrimonio dello Stato. “Si tratta di scoperte importanti che ci fanno gettare nuova luce su questa forma di espressione artistica che dal punto di vista geografico è importantissima”, ha spiegato il soprintendente Margherita Eichberg aggiungendo che “le lastre erano irriconoscibili, sembravano addirittura delle tegole. In questo caso, però, capimmo che si trattava di qualcosa di molto importante: il recupero si colloca sulla linea di una serie di iniziative di valorizzazione che durante gli ultimi anni sono state condotte dalla Soprintendenza e non solo. Intendiamo valorizzare queste lastre e farle conoscere non solo con gli studi che stiamo producendo ma anche facendole vedere nel loro contesto”.

Il che significa che le opere verranno esposte “a Santa Severa nel Castello di proprietà regionale che avrà un museo etrusco dedicato alle nostre opere al contenuto del nostro Antiquarium (l’Antiquarium Pyrgi ndr) al quale verranno aggiunte anche queste lastre e ai reperti che ne saranno degna cornice”, ha rimarcato la Eichberg. Presentate in occasione della prima delle Giornate Europee dell’Archeologia 2022, le lastre costituiscono un patrimonio di grande valore per via della loro integrità. Le condizioni dei frammenti, però, hanno richiesto un lungo ed elaborato intervento di conservazione affidato dalla Soprintendenza ad Antonio Giglio, che già aveva collaborato con successo al recupero di numerosi altri reperti dello stesso tipo. Le nuove lastre dipinte vanno così ad aggiungersi alla serie di lastre già ritrovate negli ultimi anni grazie a scavi archeologici, sequestri internazionali, atti di mecenatismo e operazioni di diplomazia culturale, che sono state presentate a più riprese dalla Soprintendenza, nell’ambito delle esposizioni a Santa Severa (‘Pittura di terracotta. Mito e immagine nelle lastre dipinte di Cerveteri’, 2018), a Roma (‘Colori degli Etruschi. Tesori di terracotta alla Centrale Montemartini’, Musei Capitolini – Centrale Montemartini, 2019-2020) e a Venezia (‘Massimo Campigli e gli Etruschi. Una pagana felicità’, Palazzo Franchetti, 2021). Tutta la collezione, dunque, troverà la sua definitiva collocazione nella rinnovata esposizione dell’Antiquarium di Pyrgi, che la Soprintendenza sta allestendo negli spazi forniti dalla Regione Lazio all’interno del Castello di Santa Severa.