Archeologia, studiare i reperti egizi attraverso la tomografia computerizzata

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Foto di Nadine Doerlé da Pixabay

La tomografia computerizzata per studiare reperti bioarcheologici dell’antico Egitto: sono sedici i reperti mummificati, nello specifico teste, provenienti dai siti archeologici di Gebelein e Assiu, che sono stati analizzati con questo sistema nell’ambito di un progetto di collaborazione tra il dipartimento di Scienza della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino e Affidea/Cdc con la collaborazione del museo di Antropologia ed Etnografia del Sistema Museale di ateneo. Un’iniziativa che vede lavorare insieme bioantropologi, bioarcheologi, egittologi, medici e professionisti del settore museale per ampliare la conoscenza del passato attraverso metodologie diagnostiche avanzate, nel pieno rispetto dei reperti e del loro valore storico e culturale.

Dal punto di vista antropologico e bioarcheologico, le indagini sui reperti hanno permesso di approfondire il profilo biologico degli individui e di raccogliere informazioni sull’imbalsamazione, contribuendo alla ricostruzione delle pratiche rituali legate alla gestione del corpo nel contesto funerario dell’antico Egitto. Inoltre ha anche fornito importanti spunti di interesse medico. Il progetto, ancora in corso, prevede ancora l’esame di altri sette reperti.