Architetti senza tempo, Napoli riscopre Stefania Filo Speziale: progettò il Grattacielo di via Medina

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in foto Stefania Filo Speziale

Parte ”Architetti senza tempo”, un progetto ideato e organizzato da Open House Italia e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, per dare vita a 4 giorni di approfondimenti, visite, itinerari, mostre e talk, sulle figure di 5 architetti rappresentativi delle quattro principali città italiane:Torino, Milano, Roma e Napoli. Gli ‘architetti senza tempo ‘ sono Gae Aulenti per Milano, Stefania Filo Speziale per Napoli, Luigi Moretti per Roma e Sergio Jaretti Sodano ed Elio Luzi per Torino. Selezionati per la loro influenza culturale e professionale con ”un’eredità di opere di rilievo assoluto, che necessita di essere maggiormente divulgata per poter essere apprezzata come patrimonio collettivo”, Open House Italia spiega che i protagonisti di ”Architetti senza tempo” vengono oggi riscoperti ”sotto una nuova luce”, per misurare il loro valore anche sulla base dell’influenza esercitata sulle generazioni successive. Le associazioni ideatrici del Festival Open House in Italia – Roma, Milano, Torino e Napoli – nel 2021 hanno infatti deciso di costituirsi come rete nazionale, Open House Italia, nella logica di ampliare il progetto di promozione dell’architettura a pubblici sempre più ampi ed eterogenei. È a partire da questo nuovo soggetto che le quattro organizzazioni hanno ideato Architetti senza tempo. E se per Luigi Moretti e Gae Aulenti non occorrono presentazioni, entrambi di levatura internazionale, autore il primo di una notevole produzione, conosciuta la seconda per la grande influenza culturale, per gli autori selezionati a Napoli e Torino la funzione di questo progetto si dimostra ancora più determinante. Stefania Filo Speziale è invece la prima donna laureata in architettura a Napoli, allieva di Marcello Canino, progettista determinata e dal talento nitido, caratteristiche grazie alle quali si impose sulla scena dell’architettura napoletana del secondo dopoguerra con circa 150 progetti realizzati, tra cui commesse e importanti concorsi come quello per il Grattacielo della Cattolica Assicurazioni; una figura rimasta nella penombra per la scarsezza di studi e ricerche, dovuta anche alla completa perdita del suo archivio.
Elio Luzi e Sergio Jaretti Sodano, infine, rappresentano un sodalizio ventennale operante prevalentemente nel torinese e in connubio quasi esclusivo con l’impresa Manolino, sperimentano spaziando tra stili (come il Neoliberty per la Casa dell’Obelisco) ma restando fedeli a una forte impronta molliniana, che si esprime nella grande perizia ”artigianale” nell’uso dei materiali. ”Il progetto Architetti senza tempo proposto dalla rete di Open House Italia, si inserisce nella linea delle diverse azioni intraprese dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea, nell’ambito della sua missione istituzionale come ufficio del Ministero della Cultura dedicato alla contemporaneità, per promuovere lo straordinario patrimonio architettonico contemporaneo italiano” afferma Onofrio Cutaia, direttore generale Creatività Contemporanea del MiC. Cutaia rileva inoltre che ”Figure così rappresentative della nostra storia recente come Elio Luzi, Sergio Jaretti Sodano, Gae Aulenti, Luigi Moretti e Stefania Filo Speziale devono essere fatte conoscere al grande pubblico, anche per poter raccontare una parte importante della storia delle città di Torino, Milano, Roma e Napoli. Dovere delle istituzioni è supportare progetti che, come questo, siano in grado di creare nuovi contenuti per la valorizzazione”. Per Davide Paterna, presidente di Open House Italia, ”Questa prima edizione di Architetti senza tempo costituisce quindi un’incursione su alcuni importanti casi progettuali che hanno interessato in un recente passato le principali metropoli italiane”. ”Recuperare la visione della città, del rapporto tra creatività e tecnologia, dei princìpi di trasformazione dei paesaggi urbani deturpati dalla guerra, entrando a contatto con le opere, i materiali d’archivio e le testimonianze dirette, rappresenta un’opportunità per riprendere interrogativi e ripercorrere proposte rimaste in larga parte di indiscussa attualità. Architetti senza tempo intende proiettare sul nostro futuro prossimo le migliori esperienze del passato recente”racconta infine Paterna.