Area marina della Gaiola, è l’ora di una svolta gestionale

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Qui Napoli, area marina della Gaiola. Fulgido esempio di come tanta buona volontà civica possa essere bloccata dal muro di gomma della burocrazia. Faro illuminante della poca capacità organizzativa e gestionale, cui l’eccesso di burocrazia conduce. Non solo area marina, è un sito archeologico, è sotto vincolo naturalistico e paesaggistico. Più bene culturale di così.
C’era una volta il programma di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana del sin Bagnoli-Coroglio, c’era anche la richiesta della SABAP-Na, quelle delle associazioni civiche. Un tripudio di richieste, bandi, proteste. C’è stato anche un finanziamento di 180 mia euro per bonificare l‘area da manufatti, senti senti, in amianto. Si trattava scarti di lavorazioni di tubazioni in fibrocemento provenienti dall’Eternit di Bagnoli. Un tempo, circa 60 anni, inaccettabile, di permanenza di questi rottami in amianto, su uno dei siti di archeologia anche marina, tra i più importanti e protetti d’Italia. Figuriamoci se protetto non fosse stato. Il carico del mantenimento, attività quotidiana di presidio, informazione, tutela e sensibilizzazione non può o deve dipendere dalla buona volontà delle associazioni civiche, no profit e volontarie. Sono bravi, bravissimi, ma non dovrebbe funzionare così. Lo stato invece di apporre ideali cartelloni “a.a.a. cittadini esemplari cercasi”, dovrebbe imparare a gestire. Quando ben fatta, la gestione rende, la manutenzione diventa economicamente sostenibile e il gestore può stabilire un protocollo con permessi e divieti che non possono essere contestati fino alla rendicontazione annuale. Non è difficile, potetefarcelaragazzi.
Underwater Malta è il progetto creato grazie al supporto di Heritage Malta e Malta Tourism Authority che aiuta a superare la barriera fisica creata dal mare stesso, e a rendere fruibili per tutti le bellezze sottomarine del Mediterraneo. L’uso di fotocamere potentissime e speciali luci subacquee hanno consentito di immortalare il patrimonio culturale sottomarino di Malta e Gozo, in modo tale da renderlo accessibile a tutti, consentendo anche al pubblico di immergersi nelle profondità della storia. La creazione di questo record digitale alimenta il continuo impegno perché il patrimonio culturale sommerso di Malta lo resti anche per le generazioni future.
La bellissima villa costruita su uno dei due grandi scogli della Gaiola e collegata da un esile ponticello alla terraferma potrebbe diventare la sede di un museo simile. Giocherebbero, a favore della curiosità dei visitatori, le leggende sulle strane morti di alcuni proprietari, oppure quella dello “stregone” che visse e morì su quello scoglio prima dell’edificazione della villa. C’è tanto materiale d’ogni tipo in quelle calette. E’ diventato irrinunciabile liberare tutto il fascino la storia, la scienza e la bellezza, e renderli fruibile a tutti. Collaborazione con i privati, questo è il segreto. Primo requisito: la competenza gestionale.