Area Med, in campo Unicredit e Industriali di Napoli: ecco le opportunità per le Pmi

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La rinnovata centralita’ del Mediterraneo pone l’Italia, ed in particolare il Mezzogiorno, nel ruolo chiave di cerniera nel processo di promozione della cooperazione tra i Balcani e la sponda Sud del Mediterraneo. In particolare, grazie alla collocazione geografica della Campania, anche per le imprese della Regione si aprono nuove vie di sviluppo legate alla forte crescita degli scambi che coinvolgono i paesi dell’Est Europa e che riguardano direttamente l’intera area del Mediterraneo ed i Paesi del Nord Africa. Di Mediterraneo e opportunita’ di sviluppo per le imprese della regione in Marocco, Tunisia, Egitto, Bulgaria, Romania e Serbia si e’ parlato oggi, presso la Sala d’Amato dell’Unione Industriali di Napoli, durante l’International Forum, dal titolo “Italia Ponte tra i Balcani e il Sud del Mediterraneo”. L’iniziativa, realizzata da UniCredit, Fondazione EMDC (Euro-Med Development Center), Unione Industriali, Confindustria Balcani e Confindustria Assafrica & Mediterraneo, nel quadro degli interventi a sostegno dei processi di internazionalizzazione delle PMI della Campania, ha avuto lo scopo di illustrare alle circa 160 imprese intervenute lo scenario politico-economico e gli elementi di attrattivita’ dei mercati dell’Area balcanica e dei Paesi del Mediterraneo, Africa e Medio Oriente. L’incontro e’ stato introdotto dai saluti del Presidente dell’Unione Industriali, Ambrogio Prezioso. Ad aprire la sessione dei lavori l’intervento di Felice Delle Femine, Regional Manager Sud Italia di UniCredit, seguito da Giancarlo Aragona, Presidente della Fondazione EMDC. Il Forum si e’ sviluppato successivamente con una fase piu’ marcatamente operativa in cui sono state illustrate le opportunita’ di business in alcuni Paesi. Per l’Egitto e’ intervenuto il Console commerciale del Consolato Egiziano di Milano (Ufficio commerciale), Ahmed Maghawry Diab.

Gli interventi

Subito dopo e’ seguita la relazione per il Marocco di Sara Maftah, Business Development Manager di Amdi (Agence Marocaine de Developpement des Investissements, Ufficio di rappresentanza Italia). Le occasioni di investimento in Tunisia sono state approfondite dalla Vice Direttrice di Fipa (Foreign Investment Promotion Agency, Ufficio di Milano), Thouraya Khayati. Per la Bulgaria e’ intervenuto Aldo Andreoni (UniCredit Bank Bulgaria), per la Romania Marco Montermini (UniCredit Bank Romania), per la Serbia Niccolo’ Bonferroni (UniCredit Bank Serbia). Durante la mattinata e’ emerso che il Marocco, la Tunisia, l’Egitto, la Bulgaria, la Romania e la Serbia sono oggi mercati strategici per dimensioni, collocazione geografica e predisposizione verso i prodotti della Regione. In particolare, gli scambi commerciali tra Campania e Bulgaria hanno mostrato un’espansione nella prima parte dell’anno. Nei primi sei mesi del 2015, infatti, le esportazioni della Campania destinate alla Bulgaria sono state di quasi 15 milioni di euro, con un aumento del 7% rispetto al corrispondente periodo del 2014. Sono state di circa 60 milioni di euro, invece, le esportazioni della Campania destinate alla Romania, mentre sono in espansione su base annua anche gli scambi commerciali tra la Campania e la Serbia, per un valore di quasi 16 milioni di euro ed in aumento dell’8% rispetto al corrispondente semestre del 2014. Le esportazioni della Campania destinate alla Tunisia sono state di circa 118 milioni di euro, in aumento del 5% rispetto al corrispondente periodo dell’anno passato, mentre gli scambi commerciali tra la Campania e l’Egitto nei primi sei mesi del 2015 sono stati di quasi 29 milioni di euro, con un marcato aumento rispetto al corrispondente periodo del 2014 (+39%).

Ambrogio PreziosoPrezioso: Potenzialità inesplorate

Abbiamo illustrato le opportunita’ offerte da mercati molto importanti, in crescita e a noi vicini. Marocco, Tunisia, Egitto, Bulgaria, Romania e Serbia sono mercati strategici per dimensione, collocazione e predisposizione verso i nostri prodotti“, ha dichiarato Ambrogio Prezioso, Presidente dell’Unione Industriali di Napoli. “Lo scenario in cui si muovono le nostre imprese resta pero’ complesso, e la presenza delle nostre realta’ produttive all’estero non e’ ancora adeguata alle potenzialita’ offerte dal mercato globale. Dobbiamo dunque continuare a favorire la crescita della dimensione internazionale delle nostre aziende, sia agevolando l’accesso ai mercati esteri per chi non ha ancora varcato i confini nazionali, sia supportando le imprese gia’ internazionalizzate in modo che queste ultime possano diventare trainanti per una evoluzione complessiva del sistema produttivo locale. Pur nelle difficolta’ del momento, ci sono numerose speranze da coltivare e segnali positivi da riconoscere in comparti di eccellenza, dall’aeronautica all’automotive, dalla chimica alla meccatronica e ai mezzi di trasporto, per quanto riguarda i settori a forte componente di innovazione tecnologica”.

Felice Delle FemineDelle Femine: Vanno migliorate le infrastrutture

E poi, fra i comparti tradizionali del made in Italy, dall’agroalimentare al tessile-sistema moda. “La rinnovata centralita’ del Mediterraneo rappresenta un’opportunita’ per le imprese del nostro territorio – ha detto Felice Delle Femine, Regional Manager Sud di UniCredit – I Paesi dei Balcani e del Sud del Mediterraneo hanno conosciuto negli anni recenti una notevole espansione dei loro traffici commerciali e la collocazione geografica della nostra Regione, cerniera tra queste due aree, puo’ rappresentare una opportunita’ di sviluppo per le imprese della nostra regione. Tuttavia e’ necessario migliorare le infrastrutture portuali e quelle ferroviarie, al fine di attrarre una parte dei traffici che attraversano l’Europa“. “Il Marocco, la Tunisia, l’Egitto, la Bulgaria, la Romania e la Serbia sono caratterizzati da notevoli potenzialita’ di crescita e sono dunque mercati molto interessanti per le aziende del nostro territorio. UniCredit, forte di una rete internazionale distribuita in 50 Paesi, si pone come partner privilegiato per le aziende interessate ad implementare o sviluppare gli scambi commerciali su questi mercati“, conclude Delle Femine.