Area Med, porti in rete per lo sviluppo: la parola alle Autorità portuali

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di Enzo Senatore

“Il network dei porti per lo sviluppo del Mediterraneo”: confronto a più voci tra Autorità Portuali e operatori del settore, moderati dal direttore de www.ildenaro.it, Alfonso Ruffo, nel pomeriggio della seconda giornata di convention Alis all’Hilton Palace di Sorrento.
Andrea Agostinelli, presidente AdSP dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, fa il punto della situazione a Gioia Tauro dove oltre alle parole d’ordine che vanno per la maggiore, in relazione ai porti, ce n’è una più forte di tutti: legalità. Intesa come lotta al narcotraffico, lotta alla Ndrangheta”. Andrea Annunziata, presidente AdSP Mar Tirreno Centrale, auspica che venga data ai porti la “possibilità di fare nuove assunzioni, perché per quel che riguarda la spesa dei soldi già assegnati non abbiamo alcuna notizia. Si fanno solo chiacchiere. Dobbiamo cercare di velocizzare i tempi per le gare e per realizzare i progetti perché i soldi ci sono. Il problema su Napoli – dice – non è avere porto più grande ma ottimizzare gli spazi. Identico discorso si può fare per la digitalizzazione, che potrebbe aiutarci a lavorare meglio e a far circolare più velocemente le merci. Abbiamo un problema di burocrazia, di dirigenti. Propongo di istituire un elenco nazionale, come con i segretari comunali che vengono scelti direttamente dai sindaci”. Il Porto di Salerno, dice, “grazie anche alla famiglia Grimaldi, è diventato un gioiello”. Infine, un passaggio sulle Zes: “Ce ne sono 5mila nel mondo e funzionano, mentre qui siamo ancora fermi al palo. Quando c’era ministro Lezzi facevamo riunioni perché la legge sulle Zes, che avrebbe dovuto semplificare la vita alle aziende, era per noi incomprensibile”.
Per Francesco Benevolo, direttore operativo RAM spa, “è importante aver fatto ripartire la Conferenza dei presidenti delle autorità portuali e aver stabilito una road map di interventi da realizzare. Sugli incentivi per il settore bisogna fare ordine – afferma -: ora ne abbiamo 18 attivi e quello che bisogna fare è conciliare esigenze delle imprese con tempi di approvazione e liquidazione. Oggi dare anche solo 1 euro di denaro pubblico è un’impresa titanica, per non parlare dei tempi di pagamento. Spesso abbiamo uffici di 2 persone che devono gestire migliaia di mandati di pagamento”. Alberto Chiovelli, presidente AdSP Mar di Sicilia Orientale, fa il quadro della situazione a Catania “uno dei porti del Sud che hanno bisogno di infrastrutturazione, spazi, riorganizzazione delle attività. E lo faremo con il documento di programmazione strategica, già predisposto dal mio predecessore Annunziata”.
La parola passa a Massimo Deiana, presidente AdSP Mar di Sardegna: “Non esiste – spiega – una legge che assegna autonomia alla Sardegna nella gestione del comparto marittimo. Penso ai bandi congiunti per gruppi omogenei di rotte, come succede per il traffico aereo”.”Esistono rotte che devono essere garantite – aggiunge – per non escludere interi territori. Il sistema attuale va cambiato, per fortuna si è preso atto che bisogna fare un’analisi sulle rotte da sostenere con contratti di obbligo di servizio pubblico”.
Spiega Eugenio Grimaldi, executive manager Grimaldi Group: “Le autostrade del mare nel periodo della pandemia sono state la soluzione a tanti problemi. Il tutto è stato possibile grazie ad investimenti che la nostra compagnia ha fatto, con lo scopo di avere navi sempre più efficienti e sostenibili”.”Marebonus – aggiunge -è fondamentale per investire su navi e tecnologie sempre migliori e in grado di ridurre l’impatto ambientale. L’esempio per noi è la Grimaldi Eco Catania, una nave che è avanti di 30 anni dal punto di visto della sostenibilità”.
Mario Mega, presidente AdSP dello Stretto, si sofferma sul tema del Ponte sullo Stretto che “sta creando problemi alla programmazione del territorio. C’è sicuramente un’esigenza di integrazione tra le città di Messina e Reggio Calabria – dice – per le lunghe percorrenze vanno invece privilegiati collegamenti su ferro e via mare”.
“Credo sia importante capire in che modo si vogliono trasferire le merci da e per la Sicilia – prosegue -. E qui le Autostrade del mare possono essere la soluzione. Se però non si scioglie il nodo del Ponte non riusciamo a programmare il resto”.
Conclude Ugo Patroni Griffi, presidente AdSP Mar Adriatico Meridionale: “Solo in Italia abbiamo un’insieme di forze contrarie alla portualità – dice -. La gestione dei porti, per questo ed altri motivi, è molto complessa. Eppure i sistemi portuali hanno una valenza strategica di grande importanza per le comunità. C’è una disparità di trattamento tra le opere finanziate dal Pnrr e opere che sono ugualmente importanti e che noi presidenti siamo riusciti a sostenere attraverso altri canali”.