Argentina, agroalimentare: missione diplomatica a Napoli

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Uno scambio di idee e di opportunità con una terra profondamente legata all’Italia e alla Campania. È stato il leitmotiv della missione diplomatica dell’Ambasciata Argentina che si è svolta oggi a Napoli, in collaborazione con la federazione regionale della Coldiretti, rappresentata dal direttore Salvatore Loffreda. La delegazione ufficiale argentina è stata guidata da Juan Luis Manzur, governatore della Regione di Tucuman, che ha incontrato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e la presidente del Consiglio Regionale della Campania Rosetta D’Amelio. Ad accompagnare il governatore argentino anche Javier Noguera, sindaco della città di Tafí Viejo, e l’assessore regionale alle relazioni internazionali Jorge Neme, oltre a funzionari, imprenditori e docenti universitari, che hanno concluso la visita incontrando Giuseppe Cuomo, sindaco di Sorrento. Il Tucumán è situato nel nordovest dell’Argentina, che ha una struttura politica federale. È la più piccola regione per estensione territoriale ma, con quasi il doppio dei chilometri quadrati della Campania, ha un terzo della popolazione con circa 1,8 milioni di abitanti. È un territorio molto fertile, soprannominato “El Jardín de la República” (il giardino della Repubblica), caratterizzato da un’agricoltura fiorente. Nel Tucumán c’è la più grande produzione al mondo di limoni, utilizzati soprattutto per esportare il succo. Il governatore Manzur ha manifestato la volontà di aprire canali di collaborazione e scambio di conoscenze per favorire la crescita dei due territori, molto simili per il clima, ma anche legati dalla forte presenza di italoargentini.
La delegazione argentina ha invitato ufficialmente il sindaco de Magistris e la presidente D’Amelio a recarsi in visita nel Tucumán per rafforzare le relazioni tra gli enti territoriali che – come ha sottolineato Juan Manzur – sono molto più immediati ed efficaci rispetto agli accordi dei governi. “Questa visita – ha evidenziato il direttore Loffreda – prende spunto dal profondo legame che abbiamo con l’Argentina, dove gli italiani hanno saputo portare un grande contributo di creatività. Non ci deve spaventare lo scambio di know how, perché è proprio dalla trasparenza delle relazioni che nasce il rispetto reciproco. Chi specula con l’italian sounding non cerca il dialogo, non vuole il confronto, ma truffa senza chiedere il permesso a nessuno. Viceversa favorire una contaminazione alla luce del sole serve a far comprendere il valore dei rispettivi territori e delle rispettive produzioni. I nostri Paesi hanno modelli agricoli completamente diversi, dovuti a differenze enormi di dimensioni ma anche di condizioni ambientali e culturali. Pertanto ognuno dovrà imparare a valorizzare e difendere le proprie peculiarità, aprendo a scambi commerciali molto interessanti per le produzioni agricole della Campania. Il nostro modello, fondato su qualità, biodiversità e unicità, può trovare nuovi sbocchi in un continente che apprezza il made in Italy. Infine una grande chance si apre per il turismo che nasce dal desiderio di ricongiungere le radici familiari, magari riscoprendo le aree rurali agricole da dove è partita l’emigrazione e dove oggi lo scenario è profondamente mutato. Anche su questa sfida Napoli e la Campania possono fare la loro parte alla grande. Coldiretti farà la sua come sempre”.