Arriva Google Pay e lo smartphone diventa portafoglio

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Roma, 27 set. (Adnkronos/Labitalia) – Il trend dei pagamenti in mobilità è in crescita e, secondo le stime dell’, nel 2017 in Italia il mercato del Mobile Proximity Payment ha dato vita ad un giro d’affari di circa 70 milioni di euro. Protagonista indiscusso lo smartphone: l’ultimo report stilato da nel 2017 ha evidenziato come il numero di dispositivi abilitati ai pagamenti via smartphone nel mondo aumenterà fino a 5,3 miliardi entro il 2021, mentre quest’anno si arriverà a quota 3 miliardi.

Sbarca ora in Italia (presto anche i clienti del gruppo finanziario Nexi) , il nuovo servizio che permette di gestire le carte di credito e debito direttamente nell’Account Google. Il colosso americano, che proprio in questi giorni ha festeggiato i 20 anni di attività (la Google Inc. è stata costituita il 4 settembre 1998), entra dunque in un settore in piena espansione, con un servizio che consente di pagare in sicurezza non solo su app e siti web, ma anche in tutti i negozi che supportano i pagamenti contactless e su tutte le property Google, inclusi Google Play e YouTube.

Google Pay, cos’è e come funziona

Google Pay è un’app. Dunque, deve essere scaricata e installata, dopo di che va associata (inserendo i relativi dati) ad una carta di credito, di debito o prepagata (Maestro, MasterCard, Visa) emessa da una qualsiasi delle banche supportate. Si può attivare il servizio anche direttamente nell’app di mobile banking della propria banca. La nuova app Google Pay è compatibile con dispositivi mobile dotati di sistema operativo Android (a partire dalla versione 5.0) e con smartwatch Wear OS, dotati di tecnologia NFC (Near Field Communication).

Per pagare con Google Pay basta attivare lo schermo del telefono o dello smartwatch e appoggiarlo al terminale per effettuare il pagamento contactless, grazie alla tecnologia NFC. Nei negozi, lo smartphone con sistema Android e lo smartwatch Wear OS, diventano così un vero e proprio portafoglio, senza il peso e i rischi del denaro in tasca.

I vantaggi di Google Pay

-Velocità: la rapidità dei pagamenti è sicuramente una delle caratteristiche di Google Pay. Con la nuova app, infatti, gli utenti Android possono effettuare pagamenti in pochi secondi, il tempo necessario per appoggiare lo smartphone o lo smartwatch al terminale.

-Sicurezza: con Google Pay, i dati della carta di credito non vengono memorizzati sul dispositivo mobile, né all’interno dei sistemi del rivenditore. Quando si effettua un pagamento in un negozio, le transazioni si svolgono usando un numero di carta virtuale, per cui il numero di carta reale resta protetto. E il pagamento avviene nella massima sicurezza.

-Praticità: una spesa improvvisa, un’emergenza, un’occasione da prendere al volo, possono diventare problemi se non si dispone del contante sufficiente. Google Pay offre la soluzione: i negozi che offrono questo tipo di pagamento sono individuabili dal simbolo NFC/contactless apposto sulla vetrina o dal logo Google Pay nell’area delle casse. È possibile pagare con Google Pay ovunque siano accettati i pagamenti contactless, tra cui a titolo di esempio: Autogrill, Bennet, Esselunga, H&M, Leroy Merlin, Lidl, McDonald’s, Profumerie Douglas e la rete Metropolitana Atm di Milano.

Google, Samsung e Apple: il confronto tra le app Pay

Google Pay entra nel mercato italiano dove già sono presenti altri due colossi: e . Lo studio IHS Markit segnala che nel boom cui potremmo assistere nei prossimi due anni dei pagamento via mobile, Google dovrebbe conquistare il 61% degli smartphone, Apple Pay l’11% e Samsung Pay il 3%. Opportuno fare dunque un confronto fra questi tre sistemi di pagamento, per capire quali sono le differenze sostanziali.

Per quanto riguarda la tecnologia usata sia Apple sia Google, usano la NFCper i pagamenti contactless.utilizza l’NFC insieme ad una tecnologia chiamata MST (Magnetic Secure Transmission) che consente di pagare su tutti i POS in circolazione, senza doversi preoccupare del fatto che siano contactless. Dunque Samsung Pay funziona praticamente con tutti i terminali, senza che il commerciante debba aggiornare i propri sistemi di punti vendita. L’unica situazione in cui l’MST non funziona è quando sia necessario inserire una scheda in uno slot. Se si è privi di connessione, comunque, è possibile effettuare limitato di transazioni con tutti e tre i sistemi.

Per quanto riguarda la sicurezzaApple richiede l’autenticazione tramite TouchID, FaceID o Pin prima che un pagamento possa essere eseguito. Samsung richiede una scansione dell’iride, un’impronta digitale o un Pin per confermare gli acquisti. Google Pay richiede solo che il tuo telefono venga sbloccato con impronte digitali, password, modello o Pin prima che le transazioni possano essere trasferite. In caso di furto del telefono, niente paura: tutti consentono di cancellare da remoto il dispositivo che rimuoverà anche tutti i dettagli della carta.

Per quanto riguarda i pagamenti peer-to-peer Apple Pay e Google Pay, consentono di inviare denaro agli amici, Samsung no.

In definitiva, la scelta di uno di questi sistemi di pagamento è legata principalmente a quale sistema si utilizzi, se Apple o Android. Per gli utenti Apple, l’unica scelta è Apple Pay, mentre gli utenti Android devono utilizzare Google Pay. I possessori di Samsung possono scegliere tra Samsung Pay o Google Pay: è possibile averli entrambi sul telefono, ma è necessario impostarne uno come predefinito e modificare tale impostazione se si desidera utilizzare l’altro. Per la totale compatibilità con la più vasta gamma di terminali, Samsung Pay vince grazie alla tecnologia Mst. Pagare su app e siti web è più semplice con Apple Pay, mentre Google Pay offre il modo più flessibile per pagare gli amici, indipendentemente dal telefono che utilizzano.