Arriva sul mercato Galamella. La nutella senza olio di palma

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Un’azienda napoletana, la Galameo di Dario Meo, immette sul mercato la nutella senza olio di palma. Galamella, questo il nome del prodotto, è realizzata con nocciole di prima qualità e olio extravergine di oliva. L’idea si fa strada nella mente di Meo un paio di anni fa. A colazione. “Mentre mangiavo i biscotti comprati da mia moglie – racconta – leggevo cosa c’era scritto sulle confezioni e non potevo fare a meno di notare quanti conservanti contenessero quei prodotti. A quel punto mi sono detto che si potevano creare dei biscotti utilizzando la ricetta segreta della nonna e eliminando grassi idrogenati e additivi artificiali”. Così nasce Galameo. Oggi la società partenopea oltre alla Galamella realizza tre varietà di biscotti, con latte e cacao. E la nutella senza olio di palma come nasce? “Quando c’è stato il tam tam su questo particole tipo di componente utilizzato nella grande industria dolciaria ho pensato di produrre una crema simile ma senza conservanti”. Il 40 per cento della Galamella è realizzato utilizzando le nocciole ma adesso Meo sta studiando una versione 2.0 con una quantità leggermente inferiore di materia prima e la lavorazione di una crema in grado di essere messa in vendita a prezzi più concorrenziali”. Il naming è invece una combinazione tra brand, Galameo, e le caramelle. L’azienda pur mantenendo una dimensione artigianale vende i propri prodotti in un centinaio di negozi disseminati tra la Campania e il resto d’Italia. Meo, però, non si ferma qui e lavora al lancio di una linea di prodotti salati in linea con la filosofia della sua impresa: abbinare il gusto alla genuinità e utilizzare solo materie prime di qualità. “Con Galameo – rivela il numero uno dell’azienda – ho rivoluzionato la mia vita perché adesso non sono più i produttori a scegliere me, sono io a selezionare loro e a decidere le materie prime e le tecniche di lavorazione da impiegare”. Meo ricorda inoltre che “ogni prodotto che scopro, trovo, recupero, ottengo e propongo si distingue perché in prima persona ho partecipato alla sua realizzazione”.