Arrivano le guide Ristoranti e Vini 2019 del Gambero Rosso

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Roma, 30 ott. (Labitalia) – Sperimentazione, ricerca, laboratorio delle idee. È questo il sottile filo rosso che attraversa la migliore ristorazione italiana: la certezza che per essere vincenti bisogna andare a pescare nella memoria, nel nostro passato più remoto e renderlo contemporaneo, in nome di una cucina solo apparentemente semplicissima. La concretezza e l’immediatezza dei sapori è, in realtà, frutto di un magico mix di storia e tecnica: sapori netti e, a far da cornice, un servizio di sala e di cantina sempre più ‘laico’ e agile per una piacevolezza d’insieme che è diventata la vera arma vincente della ristorazione italiana. A scattare la fotografia è la guida ‘Ristoranti d’Italia 2019’ del Gambero Rosso.

Una realtà quanto mai sfaccettata e varia, che spazia dai cuochi-imprenditori, come Niko Romito e Massimiliano Alajmo, ai grandi ‘solisti’ come Riccardo Camanini, new entry con il suo Lido 84 di Gardone Riviera nel novero delle ‘Tre Forchette’, e a solide famiglie: Iaccarino, Santini, Portinari, altra new entry nell’Olimpo con la Peca di Lonigo. Tutti impegnati, fra l’altro, a diversificare e moltiplicare l’offerta (bistrot, neo osterie, wine bar, ecc.) per ‘democratizzare’ la qualità, per educare al buono e sano un pubblico sempre più vasto. Fine dining e trattoria sempre meno ‘rivali’ e sempre più ‘complici’, dunque, del sistema Italia. Un sistema che dal punto di vista culinario oggi teme davvero pochi confronti nel mondo.

Ma veniamo ai numeri: 38 ‘Tre Forchette’ compongono la squadra dei migliori ristoranti d’Italia. Senza dimenticare le trattorie, i wine bar, le birrerie, gli etnici e i bistrot, i cui ‘campioni’ sono indicati, rispettivamente, come ‘Tre Gamberi’, ‘Tre Bottiglie’, ‘Tre Boccali’, ‘Tre Mappamondi’ e ‘Tre Cocotte’. E ancora, i premi speciali: ‘Novità dell’anno’ Casa Rapisarda di Alessandro Rapisarda a Numana (AN); ‘Ristoratore dell’anno’ Nuccia De Angelis di D.one Ristorante diffuso a Roseto degli Abruzzi (TE); ‘Miglior comunicazione digitale’ La Madonnina del Pescatore a Senigallia (AN); ‘Miglior servizio di sala’ Il Faro di Capo d’Orso di Maiori (SA); ‘Miglior servizio di sala in albergo’ George’s del Grand Hotel Parker’s a Napoli.

“Gambero Rosso – dichiara il presidente, Paolo Cuccia – è riconosciuto a livello globale come marchio di garanzia delle eccellenze italiane. Nel nostro percorso continuiamo ad accompagnare le migliori aziende produttive e dell’ospitalità nella loro crescita a livello nazionale e internazionale. Grazie ai talenti presenti nel nostro Paese, si è arricchita l’offerta turistica. In molti sono attratti dall’autenticità della cucina nostrana e sono sempre più coloro che raggiungono il nostro Paese alla scoperta dell’unicità dei prodotti, egregiamente lavorati e impreziositi dal lavoro di esperti chef. Gli stessi chef che, con coraggio imprenditoriale, esportano il gusto e la tradizione italiana all’estero”.

E Gambero Rosso pubblica anche la nuova edizione di ‘Top Italian Restaurants’, la guida digitale in inglese che mappa, classifica e recensisce 500 indirizzi della ristorazione italiana in oltre 35 Paesi nel mondo. E lo fa utilizzando il classico rating, da uno a tre, i simboli ormai ben consolidati e riconosciuti: forchette per i ristoranti fine dining, gamberi per le cucine tradizionali, spicchi per le pizzerie e bottiglie per winebar ed enotavole. Alla base della Top Italian Restaurants c’è l’opportunità di tracciare l’evoluzione del gusto italiano, testimoniare i locali che utilizzano prodotti certificati e di qualità e sostenere i professionisti che, con grandissima dedizione e passione, trasformano, promuovono e raccontano le eccellenze dei prodotti italiani.

“La vera sfida – afferma Paolo Cuccia – è esportare prodotti di qualità e saperli valorizzare, col coraggio e l’intraprendenza di consolidati professionisti e di giovani chef. Grazie al lavoro di questi grandi esperti e imprenditori, disposti a investire e combattere con forza il fenomeno dell’Italian Sounding, la ristorazione made in Italy all’estero continua a vivere un’era di grande successo, utile a potenziare il vasto panorama agroalimentare italiano, unico per biodiversità e per qualità al mondo”.

Di pari passo aumentano gli eventi internazionali del Gambero Rosso che nella stagione 2018/2019 ha programmato ben 35 eventi, con degustazioni e premiazioni della ristorazione italiana. “L’anno scorso i riflettori erano sulla nuova generazione di chef che ha rivoluzionato la scena; quest’anno il tema è la cucina italiana che si apre al mondo, che impone la sua filosofia, che valorizza la stagionalità dei prodotti prendendo spunti e nuove sensibilità per riproporsi, mantenendo identità e gusto italiano. I nostri Premi speciali sintetizzano tutto questo”, commenta Lorenzo Ruggeri, curatore della ‘Top Italian Restaurants’.

Premiati Michele Farnesi, chef e proprietario di Dilia a Parigi, come ‘Chef dell’anno’, e Federico Zanellato, Executive Chef di LuMi a Sydney, come ‘Ristorante dell’anno’. La ‘Pizzeria dell’anno’ è nella Grande Mela dove c’è un angolo squisitamente partenopeo: Song’ E Napoli di Ciro Iovine. La ‘Carta dei vini dell’anno’ punta il Sud America e premia il lavoro di Rolly Pavia, con la sua Osteria del Becco a Città del Messico, forte di una collezione enologica italiana con oltre 40.000 etichette di vini di culto dal dopoguerra ad oggi. Ancora, l’’Apertura dell’anno’ è firmata dalla famiglia Iaccarino, in questo caso siamo a Toronto, dove Don Alfonso gira già a pieno ritmo a pochi mesi dall’apertura. Infine, il ‘Premio Innovazione/Tradizione’ rende merito a Luigia, il progetto di Enrico Coppola e Luigi Guarnaccia, capaci di replicare pizzerie di alta qualità, a Ginevra come a Dubai, puntando su concept nuovi e formule imprenditoriali vincenti.

E, insieme alle guide dei ristoranti in Italia e all’estero, dal Gambero Rosso arriva anche la 32ma edizione di ‘Vini d’Italia’, punto di riferimento in Italia e nel mondo per esperti, operatori del settore e appassionati dello scenario vitivinicolo made in Italy, tradotta in inglese, tedesco, cinese e giapponese. “Il comparto vitivinicolo – sottolinea il presidente di Gambero Rosso – è in continua crescita, come dimostrano i dati incoraggianti dell’export, che nei primi mesi di quest’anno ha superato il 4%. Il nostro lavoro di promozione è costantemente rivolto alle aziende che con grande lavoro e professionalità contribuiscono ad elevare e accrescere la reputazione del nostro Paese a livello globale”.

Delle 22.100 etichette entrate in guida in questa edizione 2019, di 1.032 pagine, 447 si sono aggiudicate i prestigiosi ‘Tre bicchieri’; 2.530 i produttori, portavoce del meglio della produzione enologica italiana. È la Toscana la regione che si aggiudica il maggior numero di ‘Tre bicchieri’ con 84 etichette premiate; segue il Piemonte con 74, il Veneto con 41, il Friuli Venezia Giulia con 26, l’Alto Adige e la Sicilia con 25, la Lombardia con 24, la Campania con 23, le Marche con 21, l’Emilia Romagna con 14, la Sardegna con 13, l’Umbria e l’Abruzzo con 12, il Trentino con 11, il Lazio e la Liguria con 7, la Valle d’Aosta con 6, la Calabria con 5, la Basilicata con 4 e il Molise con 1. Mentre i vini della sezione dedicata al Canton Ticino si aggiudicano 2 etichette premiate con i ‘Tre bicchieri’. Cresce ancor di più il numero dei ‘Tre bicchieri Verdi’, ossia quelli prodotti da aziende biologiche o biodinamiche certificate, che quest’anno sono 102.

I Premi speciali Gambero Rosso per i ‘Migliori vini dell’anno’ vanno: il ‘Rosso dell’anno’ al Brunello di Montalcino Duelecci Ovest Ris. ’12 dell’azienda Tenuta di Sesta; il ‘Bianco dell’anno’ al Capo Martino ’16 dell’azienda Jermann. Al Franciacorta Nature 61 ’11 di Guido Berlucchi & C. va il premio ‘Bollicine dell’anno’. Il ‘Vino dolce dell’anno’ è il Piemonte Moscato Passito La Bella Estate ’16 dell’azienda Vite Colte; mentre il ‘Rosato dell’anno’ va a Valtènesi Chiaretto Molmenti ’15 di Costaripa.

Il premio ‘Miglior rapporto qualità-prezzo’ lo vince A. A. Lago di Caldaro Cl. Sup. Quintessenz ’17 della Cantina di Caldaro. Francesco Cambria dell’azienda Cottanera è il ‘Viticoltore dell’anno’. L’azienda Ferrari si aggiudica il premio di ‘Cantina dell’anno’, mentre il premio per la ‘Cantina emergente’ va all’azienda Antonella Corda. Il premio per la ‘Vitivinicoltura sostenibile’ va alla pugliese Torrevento. Il premio ‘Progetto solidale’, che va a personaggi e aziende che dimostrano una particolare sensibilità sociale, è stato assegnato San Patrignano.