Arte, così la diagnostica per immagini ne svela i segreti

8

Radiografie, riflettografie e molte altre tecniche diagnostiche non invasive, che servono per “guardare” dentro il corpo umano, sono sempre più spesso utilizzate nell’attività di studio e restauro delle opere d’arte per restituire i capolavori al loro originario splendore e, a volte, per scoprire i “pentimenti” e le tecniche segrete dei grandi Maestri. Su questo tema Fondazione Bracco, nell’ambito della XVII Settimana della Cultura d’Impresa di Confindustria, ha invitato storici dell’arte, istituzioni ed esperti a confrontarsi martedì 20 novembre 2018 presso la Città della Scienza di Napoli. Nel corso del convegno, intitolato ”Art from inside: la diagnostica per immagini applicata al patrimonio culturale”, verrà illustrato come il contributo della scienza permetta di raggiungere importanti evidenze nell’attribuzione dell’opera, nella tecnica e nel processo creativo dell’artista e nella datazione di un manufatto. Verranno raccontati casi concreti, come la storia delle enigmatiche Dame ritratte dai fratelli Pollaiolo, i segreti delle opere di Caravaggio o gli antichi misteri del ”Violino Piccolo” Storioni del 1793. ”Sia come Azienda, sia come Fondazione, da sempre abbiamo dato vita a progetti in cui il connubio arte e scienza è stato la nostra stella polare”, afferma Diana Bracco, presidente di Fondazione Bracco. ”Siamo convinti infatti dell’importanza per l’analisi e la cura del patrimonio culturale dell’imaging diagnostico, un settore di medicina avanzata in cui siamo leader globali. Per noi l’arte e la scienza sono due facce dello stesso amore per il sapere e per il bello che da sempre accende il desiderio degli uomini”.