Arte, fede e tecnologia: nel Museo del Tesoro di San Gennaro l’Oculus Spei di Annalaura di Luggo

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in foto Carlo Sersale, Michele di Bari, Annalaura di Luggo, Francesca Ummarino, Ilaria D'Uva

Nell’ambito delle celebrazioni per il venticinquesimo centenario della fondazione di Napoli, promosse dal Comitato Nazionale Neapolis 2500 istituito dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ministero della Cultura, la Deputazione della Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro presenta da martedì 11 novembre l’installazione multimediale interattiva “Oculus-Spei” di Annalaura di Luggo.

Curata da Ivan D’Alberto e realizzata con il patrocinio morale del Giubileo 2025, del Maeci e del Ministero della Giustizia, la mostra sarà visitabile fino all’11 febbraio 2026 presso la Cappella del Tesoro. Il progetto è sostenuto dal Ministero degli Esteri e dal contributo di Luca de Magistris, Private Banker Fideuram.

Dalla Capitale al cuore del Mediterraneo

Già esposta in luoghi simbolo come il Pantheon di Roma, il Museo de’ Medici di Firenze e la Cappella della Sindone ai Musei Reali di Torino, “Oculus-Spei” torna nella città dove è nata, Napoli, centro spirituale e culturale del Mediterraneo. In parallelo, l’opera estende la sua presenza multimediale all’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona, dove sarà inaugurata il 3 dicembre 2025, in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità.

Grazie al supporto del Maeci, “Oculus-Spei” assume una dimensione globale: un messaggio di pace, inclusione e speranza che da Napoli si diffonde nel mondo.

La scelta della data di apertura – l’11 novembre, giorno dell’Armistice Day – è altrettanto simbolica. Richiama la pace e la rinascita, temi centrali nel Giubileo della Speranza e nello spirito del progetto.

Le porte della speranza

L’installazione, nata a Napoli nel 2024, racconta la città come luogo di convivenza e solidarietà. Protagonisti sono quattro persone con disabilità, di diversa provenienza (Africa, Americhe, Asia, Europa) ma residenti a Napoli.

“Oculus-Spei” reinterpreta il Giubileo attraverso la simbologia delle quattro Porte Sante delle basiliche papali, trasformate in portali interattivi che il pubblico può realmente “bussare” per incontrare i protagonisti proiettati in luce. Una quinta porta, dedicata al carcere di Rebibbia – scelto da Papa Francesco come Porta Santa – utilizza un sistema di telecamere con gesture recognition in tempo reale: le sbarre si dissolvono in un raggio di luce, evocando la liberazione dalle prigionie interiori.

Napoli come ponte tra fede e futuro

“‘Oculus-Spei’ rappresenta in modo esemplare lo spirito delle celebrazioni di Napoli 2500”, ha dichiarato Michele di Bari, presidente del Comitato Nazionale Neapolis 2500. “È un ponte tra la storia millenaria della città e le sfide del presente, un’opera che attraverso la luce della speranza dà voce a chi troppo spesso resta invisibile e riafferma il ruolo di Napoli come crocevia di umanità, creatività e cultura globale.”

Carlo Sersale, deputato della Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, ha aggiunto: “L’opera di Annalaura di Luggo, in perfetta sintonia con i valori spirituali e sociali della nostra Istituzione, riflette gli stessi stimoli interiori che il culto di San Gennaro ha sempre generato. È un incontro che sembra scritto dal destino”.

Alla presentazione del progetto intervengono, oltre all’artista e al curatore, Carlo Sersale, Davide Vincent Mambriani (incaricato per gli Affari culturali del Giubileo 2025), il prefetto Michele di Bari e Francesca Ummarino, direttrice del Museo del Tesoro di San Gennaro.

Annalaura di Luggo: arte, tecnologia e impegno sociale

Napoletana, classe 1970, Annalaura di Luggo unisce nella sua ricerca arte, tecnologia e responsabilità civile. Le sue opere – multimediali, interattive, spesso partecipative – affrontano temi sociali e ambientali con un linguaggio universale.

Dalla difesa dei diritti umani per la Fondazione Kennedy al progetto “Blind Vision”, presentato alle Nazioni Unite nel 2017, fino a “Napoli Eden” e “We Are Art”, che le sono valsi riconoscimenti internazionali e candidature agli Oscar, l’artista ha saputo coniugare estetica e impegno.

Il cortometraggio “Oculus-Spei”, diretto dalla stessa di Luggo e dedicato a Papa Francesco, è “in consideration” agli Oscar 2026 nella categoria “Best Documentary Short”, dopo il successo del film “We Are Art”, selezionato nel 2023.

Con “Oculus-Spei”, Annalaura di Luggo firma un nuovo capitolo della sua visione: un’arte capace di trasformare la luce in linguaggio spirituale e di restituire alla speranza la sua dimensione più concreta — quella che nasce dall’incontro tra le persone.