Arte, la chiesa di Sant’Aspreno a Napoli riapre con la Pietà di Jago

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La chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi nel rione Sanità di Napoli riapre al pubblico e nasce il museo Jago. L’evento si svolgerà con l’inaugurazione il 19 maggio e dal 20 sarà aperta al pubblico la chiesa che lo scultore Jago e la Cooperativa La Paranza hanno trasfromato in Museo Jago, dove, tra le opere, sarà esposta la Pietà, di ritorno al suo luogo d’origine dopo una serie di fortunate mostre, e dove verrà svelato per la prima volta il nuovo gruppo scultoreo di Aiace e Cassandra. La Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi, situata all’ingresso del Borgo dei Vergini, a pochi passi dal centro antico di Napoli, è dedicata al primo vescovo della città ed è stato ricostruita nel diciottesimo secolo, dopo i ripetuti e ingenti danni provocati dalle numerose alluvioni che hanno interessato la zona nel corso dei secoli. Nell’ultimo anno il complesso religioso ha visto la nascita e la realizzazione, a porte chiuse, della Pietà di Jago: scultura in marmo a grandezza naturale che rappresenta non una semplice riproposizione del celebre episodio biblico, quanto piuttosto una rielaborazione in chiave moderna di un momento di raccoglimento e di dolore, in cui l’umanità si è identificata per secoli. Al termine della sua realizzazione, l’opera è stata esposta nella Chiesa degli Artisti e a Palazzo Bonaparte a Roma, riscuotendo grande successo. Ora, grazie a una convenzione firmata con il Fondo Edifici Culto (FEC), ritorna nel luogo dove è stata concepita, per arricchire la collezione del nuovo museo, che vedrà anche la presenza di un gruppo scultoreo inedito, raffigurante Aiace e Cassandra, e l’alternarsi continuo di opere che animeranno l’allestimento interno. All’ingresso della chiesa sarà inoltre allestito un infopoint turistico, fruibile 7 giorni su 7, che collegherà tutte le realtà sul territorio, rappresentando il punto di partenza per la costruzione di un percorso turistico fatto di arte, bellezza, cultura e accoglienza. “Sant’Aspreno riapre al pubblico – spiega Jago – restituita, messa al mondo come un figlio, ancora una volta per accogliere. Dietro i luoghi e i loro contenuti c’è sempre l’umanità di chi ha immaginato, quella di chi ha costruito, l’umanità di chi ha abitato e abbandonato, l’umanità di chi ha recuperato e quella di chi verrà”. Partendo da questi presupposti di recupero e di messa a valore di un’eredità da tramandare, questo nuovo polo museale si pone oggi come protagonista di due progetti che stanno contribuendo a dare forma ai sogni dei giovani del Rione Sanità: Il progetto “Luce al Rione Sanità” e il progetto “Tornaccantà”. Il primo è realizzato dalla Cooperativa La Paranza con il sostegno di Fondazione CON IL SUD e Fondazione di Comunità San Gennaro insieme a Intesa Sanpaolo. È un’iniziativa di formazione e d’inclusione sociale per giovani del quartiere attraverso l’arte e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico del quartiere. Un progetto che interviene su importanti asset strutturali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), tra cui: il contrasto alle disuguaglianze, l’inserimento lavorativo di giovani in situazione di fragilità, la rigenerazione urbana in contesti marginalizzati, la valorizzazione del contributo del Terzo Settore alla società e allo sviluppo del Mezzogiorno. L’iniziativa si inserisce nel solco di quanto la Fondazione di Comunità San Gennaro e la Cooperativa La Paranza realizzano da anni nel Rione Sanità, attraverso importanti progetti di formazione che prevedono il recupero e la valorizzazione delle risorse del territorio, come l’apertura al pubblico delle Catacombe di San Gennaro e San Gaudioso. Il progetto “Tornaccantà” è invece realizzato dalla Fondazione di Comunità San Gennaro in partnership con Nuovo Teatro Sanità (NTS), la Cooperativa sociale Sanita’rt, il Consorzio sociale Coop4Art, la Cooperativa sociale La Paranza, l’Impresa sociale Kalòs, e sostenuto da Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Formula in collaborazione con Fondazione CESVI. Un’iniziativa che propone di coinvolgere e restituire dignità agli spazi, alle risorse e ai talenti presenti nel Rione Sanità dando casa alla canzone napoletana. L’investimento fatto, con l’apertura della Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi e del nuovo museo, è ancora una volta sul capitale umano, definito la vera ricchezza di ogni territorio. Un modo per riqualificare beni artistici in stato di abbandono e formare, contemporaneamente, giovani del territorio affinché possano trovare nuove opportunità occupazionali legate al mondo dell’arte e del turismo diventando manager dello spazio, generando futuro per la comunità e per se stessi. “La scultura – spiega Don Antonio Loffredo, rettore della Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi – la pittura, la musica, il teatro, sono per noi del Rione Sanità un nutrimento indispensabile per la crescita del capitale umano. L’arte deve diventare sempre più ciò che è: via della folgorazione, via carnale che parla ai sensi e al cuore dell’uomo e al contempo fattore di produzione indispensabile per un futuro sviluppo economico di un territorio. È fondamentale una pianificazione dal basso, che umanizza l’arte facendola diventare di tutti”.