Arte pizzaiuolo napoletano Patrimonio Umanità, Pecoraro Scanio: “Elemento d’unione culturale”

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Roma, 7 dic. (AdnKronos) – “Il riconoscimento dell’Arte del pizzaiuolo napoletano nella prestigiosa Lista del Patrimonio immateriale dell’Unesco è la riaffermazione di una tradizione storica che per il nostro Paese rappresenta, da secoli, un vero elemento d’unione culturale. Sono veramente entusiasta del risultato ottenuto perché, seppur la candidatura fosse forte e credibile, si tratta di un successo affatto scontato ma perseguito dopo anni di intensa attività e dedizione, al fine di poter garantire la valutazione positiva da parte del Comitato Unesco”. Così Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della World Petition #pizzaUnesco che, con oltre 2 milioni di sottoscrizioni mondiali, ha sostenuto la candidatura italiana verso la vittoria finale.

“L’Arte del pizzaiuolo napoletano è un patrimonio di conoscenze artigianali uniche tramandato di padre in figlio, elemento identitario della cultura e del popolo partenopeo che ancora oggi opera in stretta continuità con la tradizione. Dedico questa vittoria agli amici pizzaiuoli, alla loro arte e alla loro creatività, al loro cuore e alla loro passione, alla città di Napoli, ai napoletani, all’Italia”, ha aggiunto Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde e già ministro delle Politiche Agricole e dell’Ambiente.

Nella notte, ora italiana, il 12° Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco, riunito in sessione sull’isola di Jeju in Corea del Sud, ha valutato positivamente la candidatura italiana. Per il Belpaese si tratta del 58° Bene tutelato (7° Patrimonio immateriale riconosciuto), il 9° in Campania.

Con grande soddisfazione, ha annunciato la vittoria in diretta Facebook la delegazione italiana che sull’isola sudcoreana ha seguito da vicino i lavori del Comitato Unesco. A Jeju hanno atteso la proclamazione l’Ambasciatore Vincenza Lomonaco, Rappresentante Permanente d’Italia presso l’Unesco, il presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio, Pierluigi Petrillo, curatore legale del dossier di candidatura.

I lavori del Comitato Unesco si concluderanno tuttavia il 9 dicembre e solo al termine di questa ultima sessione l’Arte del pizzaiuolo napoletano sarà ufficialmente iscritta nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

Lanciata nel 2014 da Pecoraro Scanio sulla piattaforma di petizioni on-line Change.org, la campagna ha compiuto più volte il giro del mondo raccogliendo il sostegno di oltre 600 ambassador, tra personalità della cultura, dello spettacolo, della politica, dello sport, della società civile a livello internazionale, e superando l’obiettivo prefissato di 2 milioni di adesioni mondiali con firme di cittadini da più di 100 Paesi: numeri che fanno di #pizzaUnesco il movimento popolare d’opinione più imponente nella storia delle candidature di tutte le agenzie delle Nazioni Unite.

La comunità che ha avanzato la proposta di riconoscimento Unesco è rappresentata da Associazione Pizzaiuoli Napoletani, Associazione Verace Pizza Napoletana, Fondazione UniVerde, Comune di Napoli, Regione Campania, Coldiretti, Università degli Studi di Napoli Federico II e dal Centro di ricerche sociali sulla dieta mediterranea MedEatResearch – Suor Orsola Benincasa diretto da Marino Niola.

“Ringrazio tutti i pizzaiuoli napoletani, il ministero degli Affari Esteri per la decisa azione diplomatica, il ministero delle Politiche Agricole per l’espletamento degli adempimenti tecnici necessari, le ambasciate, le organizzazioni, le imprese, le istituzioni e gli oltre due milioni di cittadini che, con il loro impegno, hanno permesso all’Arte del pizzaiuolo napoletano e alla petizione #pizzaUnesco di conseguire una vittoria storica – ha concluso Pecoraro Scanio – Un ringraziamento particolare va all’amico Jimmy Ghione per il suo fortunato ruolo di testimonial della campagna. La vittoria è un atto d’amore verso Napoli, l’Italia e il mondo intero che oggi possono aprire gli occhi alla bellezza di quest’arte”.