Arte: Ugl Pensionati, importante per terza età, diverse iniziative portate avanti

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Roma, 2 ott. (Labitalia) – Capire l’importanza dell’arte nella terza età. Questo il messaggio lanciato dal segretario nazionale dell’Ugl Pensionati, Corrado Mannucci, in occasione di un convegno organizzato dal sindacato nella sala del Refettorio della Camera. “Il nostro sindacato -ha spiegato Mannucci- si occupa di arte. Nel 1991 costituì il sindacato ‘creativi’ e, nel 1996, nel corso del congresso che segnò la trasformazione della Cisnal in Ugl, organizzò nel Palazzo dei Congressi all’Eur una mostra delle opere d’arte dei nostri iscritti. La Federazione ha, inoltre, effettuato numerose visite nei resti delle antiche città romane ed etrusche, con grande partecipazione di anziani e pensionati. Nessuna meraviglia poiché anche il nostro Statuto prevede espressamente attività di carattere culturale e artistico”.

Francesco Martire, vicesegretario nazionale dell’Ugl Pensionati, ha rivolto l’invito “a seguire con sempre maggiore attenzione l’attività della Federazione”. Paola Esposito, psicoterapeuta ha trattato, invece, il tema della “fruizione artistica e dell’esperienza ottimale nel museo della terza età, che rappresenta caratteristiche dell’esperienza connesse al senso di alterazione percettiva e di immersione come essere in una bolla, stare completamente avvolti nel flusso della piacevole esperienza che si sta vivendo e lasciarsene trasportare”. “Per godersi un’opera d’arte -ha ricordato- non occorre essere intenditori, basta vere una mente aperta. La visita a un museo deve essere un’esperienza assolutamente piacevole; il dolore passa la bellezza resta. L’arte è bellezza nel significato più ampio, intesa come espressione di armonia dell’umano, l’arte, come la bellezza, sono concetti in grado di attraversare i secoli, smuovere le coscienze, parlare un linguaggio universale nel tempo e nello spazio”.

“La motivazione -ha aggiunto Paola Esposito- che ha spinto ad elaborare questo progetto è legata essenzialmente al desiderio di sperimentare il dialogo con una categoria non così assidua nel frequentare i musei, quella degli anziani. La riflessione epistemologica, che ha concotto negli ultimi anni il concetto stesso di Pubblico museale, ci ha confortato nell’opportunità di esplorare il territorio dove esiste un museo, per cercare un nuovo tipo di interlocutore. La consapevolezza che al museo si sta bene, nell’accezione di un benessere psicofisico supportato dai più recenti studi offerti dalla ‘museoterapia’, parola nuova che sta ad evidenziare il valore del luogo museo anche come luogo di cura oltre che come luogo di fruizione artistica”.