Artemisia Gentileschi da Pozzuoli a Milano. Grande mostra al Museo Diocesano Carlo Maria Martini

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in foto il dipinto Adorazione dei Magi di Artemisia Gentileschi

E anche la sua Adorazione dei Magi, uno dei dipinti più significativi della carriera di Artemisia, è alla sua prima milanese. Concessa eccezionalmente in prestito dalla Diocesi di Pozzuoli (Na), la tela di imponenti dimensioni (310×206 cm), fa parte di un ciclo decorativo realizzato per la cattedrale di Pozzuoli fra il 1636 e il 1637, e sarà esposta dal 29 ottobre al 26 gennaio al Museo Diocesano Carlo Maria Martini. Il dipinto, realizzato nel periodo napoletano di Artemisia Gentileschi, è parte di un ciclo commissionato dal vescovo spagnolo di Pozzuoli Martìn de León y Cardenas dopo il 1631, anno dell’eruzione del Vesuvio che risparmiò la città puteolana; ad Artemisia furono affidate ben tre tele (oltre all’Adorazione dei Magi, i Santi Procolo e Nicea, e San Gennaro nell’anfiteatro) che eseguì fra il 1635 e il 1637, anno della sua partenza per l’Inghilterra. I dipinti di Artemisia si vanno ad aggiungere alle otto altre tele del ciclo, eseguite da Massimo Stanzione, Giovanni Lanfranco, Cesare Fracanzano e altri artisti napoletani. Artemisia, arrivata da poco a Napoli, fu immediatamente incaricata dell’esecuzione di due opere: il dipinto l’Annunciazione, oggi a Capodimonte, e, appunto, la pala d’altare L’Adorazione dei Magi. Oltre a essere la sua prima importante commissione pubblica, questa rappresenta anche il massimo riconoscimento della sua carriera. In questo dipinto Artemisia elabora la lezione caravaggesca alla luce dei nuovi contatti con gli artisti napoletani: la sua predilezione per una gamma cromatica essenziale, risolta sulle variazioni dei toni marroni, rossi, blu e gialli si associa alla straordinaria attenzione per la verità delle cose, come si nota, ad esempio, nello splendido oggetto d’argento portato dal re mago in ginocchio e ad una attenta e scenografica resa degli effetti luce-ombra.