Articoli religiosi, business da 30 mln l’anno: Napoli seconda provincia per numero di Pmi

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Dalla classica icona da appendere in casa all’angioletto colorato per la stanza dei bambini, dai prodotti dei monasteri ai rosari, dai candelieri alle statuette in marmo o alabastro. Sono solo alcuni degli oggetti o idee regalo che si possono trovare negli oltre 700 negozi italiani tra sedi e unità locali, specializzati nella vendita di articoli religiosi e arredi sacri. Un settore molto specifico con un fatturato nazionale da 30 milioni di euro. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro imprese 2015 e 2014 relativi a sedi e unità locali. La Lombardia ne conta una cinquantina, circa uno su tredici in Italia e vede tra le prime 20 province Bergamo, all’ottavo posto con 18, e Milano al dodicesimo con 15. E se a Roma, centro della cristianità, ce ne sono ben 90 (12,6%), la Campania annovera ben 4 province nei primi 10 posti: Napoli seconda, Caserta quarta, Salerno sesta e Benevento nona. Al terzo posto si piazza invece Foggia. Si tratta di un tipo di attività in cui sono poco presenti gli stranieri (solo il 4% in Italia) ma è al 40% a guida femminile (31% in Lombardia) e una su otto è giovane (6% in Lombardia).