Articolo 18, Renzi batte i colonnelli del Pd

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A cura di Antonio Arricale I punti salienti del Job Act, soprattutto l’articolo che riguarda il reintegro in caso di licenziamento immotivato, cavallo di battaglia del Pd, sono A cura di Antonio Arricale I punti salienti del Job Act, soprattutto l’articolo che riguarda il reintegro in caso di licenziamento immotivato, cavallo di battaglia del Pd, sono passati alla riunione di direzione con 120 sì, 20 no ed 11 astenuti. Fra gli oppositori, oltre a Bersani e D’Alema, vi sono anche Civati, Cuperlo, Fassina, Boccia, D’Attorre, e Damiano. Non c’è spazio per la minoranza del Pd (25%), che si è spaccata, lasciando prevalere la linea di Matteo Renzi anche sul tema caldo come l’Articolo 18. A convincere parte della minoranza ha concorso l’apertura di Renzi al reintegro in casi specifici: per motivi disciplinari e discriminatori. Non è rimasto inascoltato, dunque, l’appello del segretario alla necessità di “superare alcuni tabù” e “votare con chiarezza” una riforma che risponde ad una “profonda riorganizzazione del mercato del lavoro e del sistema del welfare”. In cambio, il premier ha promesso la riapertura del confronto con i sindacati, il cui vertice ieri ha portato ad un sostanziale nulla di fatto su una strategia comune. I sindacati (CGIL, CISL e UIL) hanno però deciso di portare avanti la mobilitazione, non rinunciando allo sciopero generale, nel caso restassero inascoltate le richieste dei lavoratori sul reintegro in caso di licenziamento ingiusto. Durissima la posizione di Massimo D’Alema che ha sollecitato il governo a fare “meno slogan, meno spot” e portare avanti “un’azione di governo più riflettuta”. Stessa posizione dell’ex segretario Pier Luigi Bersani, che ha fatto menzione del “metodo Boffo”, affermando che “c’è un deficit di sostanza riformatrice”. Borse asiatiche Passo indietro per il Nikkei Borsa di Tokyo in calo. Passo indietro per i l Nikkei che ha ceduto lo 0,85%, terminando le negoziazioni a 16173,52 punti, dopo aver toccato un minimo intraday a 16058. Molte le notizie da versante macroeconomico: questa mattina è stato reso noto che la produzione industriale del Sol Levante è calata in agosto del 2,9% su base annua, ben peggio dell’1,1% di declino atteso dagli economisti e a fronte della flessione dello 0,7% segnata in luglio. Secondo i dati diffusi dal ministero nipponico dell’Economia, su base mensile la lettura indica un declino dell’1,5% contro il progresso dello 0,2% del consensus e dello 0,4% segnato in luglio. In agosto la spesa delle famiglie in Giappone, secondo quanto riportato dal ministero di Affari interni e Comunicazioni, è scesa del 4,7% (contro attese per una flessione del 3,6%) su base annuale dopo il crollo del 5,9% di luglio. Si sente ancora l’impatto del rincaro delle tasse sui consumi in vigore dal primo aprile. Secondo i da ti diffusi dal ministero nipponico di Economia, Commercio e Industria, in agosto le vendite retail in Giappone sono aumentate dello 0,2% su base annua a fronte della lettura rivista al +0,6% di luglio e di attese degli economisti per un progresso dello 0,1%. Su base mensile il dato segna un incremento dell’1,9% contro il +0,5% atteso e a fronte del declino dello 0,5% segnato in luglio. In agosto il tasso di disoccupazione in Giappone, secondo quanto riportato dal ministero di Affari interni e Comunicazioni, è sceso al 3,5% contro attese per il 3,8% degli economisti, che prevedevano una lettura invariata rispetto a luglio. Deciso declino per la produzione di auto in Giappone. Nel mese di agosto, infatti, secondo quanto comunica la Japan Automobile Manufacturers Association il dato segna una flessione del 6,7% a 634.747 veicoli, dopo il calo del 2,2% di luglio. Nel mese l’export è crollato dell’8,1% e la domanda domestica addirittura del 9 ,1%. Da gennaio ad agosto, però, la produzione è complessivamente cresciuta del 5,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Secondo dati diffusi dal ministero nipponico di Salute, Lavoro e Welfare, in agosto i salari medi mensili sono cresciuti dell’1,4% dopo il progresso, rivisto, del 2,4% in luglio e a fronte dello 0,9% atteso in media dagli analisti. Si tratta del sesto mese consecutivo di aumento. Secondo i dati diffusi dal ministero di Territorio, Infrastrutture, Trasporto e Turismo, i nuovi cantieri edili residenziali hanno segnato ancora una decisa flessione del 12,5% su base annua dopo il crollo del 14,1% registrato in luglio. L’attesa media degli analisti era per un calo del 14,2%. Non cambia passo in settembre l’economia della Cina. Il dato finale dell’indice Pmi stilato da Markit/Hsbc restando sopra 50 punti, quota che separa crescita da contrazione, si conferma al valore di 50,2 punti segnato in agosto, da 51,7 di lu glio (valore massimo in oltre un anno e mezzo). Il dato è inferiore alla lettura preliminare di 50,5 punti (valore previsto anche dagli economisti). Sul fronte societario spicca il ribasso di Sumitomo Corp. che ha perso il 12,09% dopo aver lanciato un profit warning. Male anche Mitsui & Co, in calo del 2,26%, Mitsubishi Corp., che ha perso il 2,92%, e Itochu il 3,39%.Le deludenti notizie macroeconomiche hanno avuto un impatto negativo sui principali titoli industriali: Fanuc ha perso l’1,15%, Komatsu lo 0,72%. Softbank non ha gradito le indiscrezioni del Wall Street Journal secondo cui le trattative per l’acquisizione della DreamWorks Animation si sarebbero raffreddate: il titolo giapponese del gruppo delle telecomunicazioni scambia in flessione dell’1,51% a Tokyo (contro la perdita di circa un punto percentuale del Nikkei 225). DreamWorks, che aveva chiuso la seduta di luned&ig rave; in progresso del 26,03% a Wall Street, perde circa il 7% in premarket. Secondo Hollywood Reporter la valutazione di DreamWorks sarebbe di 3,4 miliardi di dollari.Il gruppo alimentare Nissin Foods è cresciuto del 2,52% dopo aver annunciato che i prezzi di alcuni prodotti aumenteranno a partire da inizio 2015. Negative le altre principali piazze asiatiche: ancora in calo la borsa di Seoul (-0,32%), negativa anche la piazza di Hong Kong con l’Hang Seng che segna un -1,04% a causa delle proteste che da giorni infiammano la ex colonia britannica. Moderato rialzo per la borsa di Shanghai (+0,07%). Borsa Usa A New York in ribasso la prima seduta della settimana Wall Street ha terminato la seduta con il segno meno, ieri. L’indice Dow Jones è arretrato dello 0,25% a 17.071,22 punti, l’S&P500 ha ceduto lo 0,25% a 1.977,80 punti mentre il Nasdaq si è attestato a 4.505,85 punti in flessione dello 0,14%. Sulla giornata hanno pesato i timori sulla crescita in Cina dopo gli scontri a Hong Kong. A New York i principali indici hanno chiuso la prima seduta della settimana in ribasso. Il Dow Jones ha lasciato sul terreno lo 0,25%, l’S&P500 lo 0,25% e il Nasdaq Composite lo 0,14%. Gli investitori sono preoccupati sulle possibili ripercussioni delle manifestazioni a Hong Kong alla crescita economica cinese. La spesa per consumi personali di agosto e’ risultata pari a +0,5% su base mensile, in crescita rispetto alla rilevazione di luglio, pari a +0,2% m/m. I redditi personali sono cresciuti dello 0,3% ad agosto, in linea con le attese degli economisti, a fronte di un incremento dello 0,2% rilevato in luglio. Il Deflatore dei consumi personali (Core Personal Consumption Expenditure Index) e’ cresciuto dell’1,5% ad agosto rispetto allo stesso periodo del 2013, in linea con la rilevazione precedente. Su base mensile l’indice Core si e’ attestato a +0,1% (le attese erano per una variazione nulla). L’indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso) ha evidenziato un decremento dell’1,0% m/m ad agosto, peggiorando le attese degli addetti ai lavori che avevano stimato un calo più contenuto pari allo 0,1% m/m. Il dato e’ inoltre inferiore all’incremento del 3,2% m/m registrato nel mese precedente. L’indice è sceso a 104,7 punti dai 105,8 di luglio. Sul fronte societario DreamWorks +26,03%. Secondo Hollywood Reporter il gruppo di animazione cinematografica sarebbe finito nel mirino della giapponese SoftBank. Cal-Maine +1,06%. Il produttore di uova ha chiuso il primo trimestre fiscale con un utile di 27,7 milioni di dollari, in netta crescita rispetto ai 8,8 milioni dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono aum entati del 12% a 356,9 milioni. Tonix -50,21%. Un farmaco in fase di sviluppo del gruppo biotech non ha superato un test. Alibaba -1,98%. Il gruppo e.commerce cinese ha annunciato l’acquisto di Shiji Information Technology, società cinese specializzata nei software per alberghi, per 457 milioni di dollari. Apple -0,64%. Il gruppo di Cupertino rischia una multa dalla Commissione Europea per il trattamento fiscale di favore ottenuto dalla società in Irlanda. Tibco +21,22%. Il fondo Vista Equity Partners ha annunciato l’acquisto del produttore di software per 4,3 miliardi di dollari. Ford Motor -7,41% dopo l’aggiornamento delle stime e le prospettive di vendite per il 2014 e 2015. Athlon Energy +24,89%. La canadese Encana ha annunciato l’acquisto del gruppo energetico per 5,93 miliardi di dollari. Europa Borse poco sopra la parità, giù il settore auto Le principali Borse europee hanno aperto la seduta poco sopra la parità. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,05%, il Cac40 di Parigi lo 0,3%, il Ftse100 di Londra lo 0,02% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,2%. Ieri hanno chiuso in territorio negativo tutte le principali piazze finanziarie. A Francoforte il Dax ha perso lo 0,71% a 9.422,91 punti, il parigino Cac40 ha ceduto lo 0,83% a 4.358,07 punti, il londinese Ftse100 è arretrato dello 0,04% a 6.646,60 punti mentre a Madrid l’Ibex35 ha ceduto l’1,52% a 10.686 punti. In calo il settore auto. Ieri Ford Motor è crollata a Wall Street dopo aver abbassato le stime di utile per l’esercizio in corso. Renault lascia sul terreno il 2,3%, Daimler l’1,9% e Volkswagen l’1,5%. Publicis -0,4%. Il gruppo pubblicitario ha annunciato l’acquisto di Ambito5, social business agency italiana. Bonduelle -1,5%. Il produttore di verdure surgelate ha chiuso l’esercizio 2013/2014 con un utile netto di 15,2 milioni di euro, in deciso calo rispetto ai 52,1 milioni di un anno prima . Italia Piazza Affari apre in recupero Borsa italiana in recupero, oggi, in apertura delle contrattazioni: Ftse Mib +0,55%. Bancari, Finmeccanica/STS e Saras in evidenza, arretra Fiat. Il Ftse Mib segna +0,55%, il Ftse Italia All-Share +0,54%, il Ftse Italia Mid Cap +0,40%, il Ftse Italia Star +0,41%. Piazza Affari ieri ha chiuso in ribasso una seduta appesantita dalle tensioni ad Hong Kong, che hanno spinto l’indice Hang Seng a -2%, e in Ucraina, dove nell’est del Paese gli scontri hanno causato la morte di nove soldati dell’esercito ucraino. L’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell’1,29% a 20.526 punti. Le vendite hanno colpito i titoli del comparto bancario dopo la brillante performance di venerdì: Banco Popolare ha ceduto il 2,09% a 11,23 euro, Montepaschi il 2,51% a 1,006 euro, Popolare di Milano il 2,80% a 0,623 euro, Intesa SanPaolo l’1,97% a 2,38 euro, Mediobanca il 2,58% a 6,595 euro, Ubi Banca l’1,62% a 6,375 euro, Unicredit l’1,93% a 6,09 euro. Seduta negativa anche per il settore del lusso con Salvatore Ferragamo e Tod’s che hanno ceduto rispettivamente il 3,43% a 21,65 euro e il 2,42% a 78,50 euro. Telecom Italia, dopo un avvio promettente, ha virato in negativo arrivando a chiudere con una flessione del 2,25% a 0,909 euro. Finmeccanica ha azzerato i guadagni nel pomeriggio e ha chiuso con un ribasso dello 0,65% a 7,535 euro dopo le indiscrezioni del fine settimana riguardanti la cessione del polo trasporti (Ansaldo STS e Ansaldo Breda). Secondo i rumors per i trasporti del colosso pubblico in corsa sarebbero rimaste le cinesi Cnr-Insigma e la giapponese Hitachi, mentre Finmeccanica avrebbe scartato le offerte arrivate dalla spagnola Caf e dalla francese Thales. In controtendenza Prysmian (+0,34% a 14,38 euro) dopo aver confermato per l’intero 2014 le previsioni di un aumento della profittabilità nonostante il periodo ancora difficile per la domanda e i prezzi.


I dati macro attesi oggi Martedì 30 settembre 2014 01:30 GIA Consumi ago; 01:30 GIA Tasso di disoccupazione ago; 01:50 GIA Produzione industriale (prelim.) ago; 01:50 GIA Vendite al dettaglio ago; 03:45 CINA Indice HSBC Manufacturing PMI set; 08:00 GER Vendite al dettaglio ago; 08:45 FRA Consumi ago; 09:55 GER Tasso di disoccupazione set; 09:55 GER Variazione n° disoccupati set; 10:00 ITA Ta sso di disoccupazione (prelim.) ago; 10:30 GB PIL (ultima stima) T2; 11:00 EUR Inflazione (flash) set; 11:00 EUR Tasso di disoccupazione ago; 11:00 ITA Inflazione set; 12:00 ITA Indice prezzi alla produzione ago; 15:00 USA Indice S&P-C/Shiller (prezzi abitazioni) lug; 15:45 USA Indice PMI Chicago set; 16:00 USA Indice fiducia consumatori (Conference Board) set.