Artifici e falsità, la grande sfida dell’informazione

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L’informazione al centro dell’attenzione. Come sempre, potremmo dire, più di sempre. Tra i molti spunti che la cronaca offre ne possiamo mettere in fila tre, rappresentativi del fenomeno che cercheremo di descrivere: gli avvicendamenti alle direzioni dei telegiornali e radiogiornali della Rai, l’incidenza sul comparto dell’intelligenza artificiale, i contenuti del Festival dell’Economia organizzato a Trento dal Sole 24 Ore. Lo spoil system in Rai, o quello che ne ha il sapore in salsa nostrana, fa gridare molti allo scandalo ma non indica nulla di nuovo. Da sempre gli equilibri politici e di governo si trasferiscono all’azienda di Stato – giusto o sbagliato che sia – e molte delle nomine a cui abbiamo assistito erano ampiamente annunciate. Per quanto le persone sacrificate siano dotate di grande capacità professionale non si può ritenere che non siano rimpiazzabili. Le sfide che il settore deve affrontare – tutti i media, non solo i televisivi – sono molte e complesse. L’impatto che avrà l’intelligenza artificiale non è ancora misurabile ma mette paura. Applicazioni come ChatGpt sono in grado di mettere fuori gioco intere legioni di giornalisti che dovranno cambiare fortemente il loro approccio al mestiere, se non addirittura mestiere, di fronte a una capacità smisurata di raccolta dati e relativa connessione. E non è questo l’aspetto più preoccupante perché l’arrembante tecnologia consente di creare false notizie – fake news in gergo – sorprendentemente verosimili, tali da poter scatenare sconforto e panico. Il simulato attacco al Pentagono, tanto per ricordare un’azione che ha lasciato il segno, ha provocato il reale crollo delle Borse con tutto quello che consegue per il risparmio, gli investimenti e insomma la sicurezza delle nazioni. Tutto questo è stato molto presente alla kermesse trentina del Sole che, giunta alla seconda edizione, offre oltre duecento spunti di discussione con relatori di prestigio. L’intelligenza artificiale fa capolino un po’ dovunque e soprattutto nei panel dove il ruolo dell’informazione risulta centrale. È vero che la paura alimenta il coraggio e quindi la capacità di reagire ma non possiamo dimenticare che la competizione sembra oggi ad armi impari. Perfino il mondo del marketing e delle pubblicità appare sotto attacco come dimostra una pubblicità della Coca Cola interamente realizzata facendo ricorso alle macchine e ai poderosi software di cui sono dotate. Forse stiamo costruendo mostri (Frankenstein ricorda qualcosa?) e da questi mostri dobbiamo imparare a difenderci. Anzi, di questi mostri dobbiamo fare i nostri alleati per potenziare e migliorare le nostre prestazioni. Viene dunque in evidenza l’elemento distintivo, quello che fa del genere umano un unicum non replicabile: la coscienza e il relativo libero arbitrio. Fino a prova contraria e almeno per adesso l’esperienza del sentire e il privilegio (impegnativo) della libertà di scelta restano nostre prerogative. Si comprende allora come diventi decisivo il tema dell’educazione e della formazione che sempre più funzionerà da discrimine tra i robot e gli umani. Anche per i mezzi d’informazione e i giornalisti può affacciarsi una nuova epoca d’oro se recuperano il valore della lealtà in quello che raccontano. La firma di un professionista e la reputazione di una testata possono garantire la veridicità della notizia, la sua attenta verifica, facendo la differenza nel mare di suggestioni e perversioni che scorre in rete senza controllo. Non sarà facile ma altre strade per recuperare senso non se ne vedono.