L’artigianato rappresenta da sempre quella che è un po’ l’anima del made in Italy. Così lo definisce un’associazione di categoria come Confartigianato, che offre degli esempi concreti del concetto di “imprese artigiane”, come “il taglio perfetto di un abito, l’incisione di un gioiello, un’asola rifinita con cura, un impianto installato ‘a regola d’arte’, le macchine utensili realizzate ‘a misura’ di chi dovrà usarle, un infisso in legno senza difetti.”
L’artigianato è saper fare con atteggiamento pratico e con un tocco artistico; è frutto del connubio tra creatività e manualità, ingegno e cultura, ma soprattutto denota una molteplicità di campi e applicazioni. Ed è questa versatilità che permette all’artigianato, nonostante le tante difficoltà, di resistere.
Lo confermano i dati di Confartigianato Imprese, pubblicati online sul portale ufficiale in data 12 giugno 2026, che evidenzia come a gravare sulla produttività e le dinamiche delle aziende sia in modo particolare la pressione burocratica. Il Belpaese risulta infatti tra gli Stati con la più bassa qualità dei servizi pubblici in Europa, rimasti sostanzialmente invariati, nel 2026, rispetto agli standard del 2015.
Avviare un’impresa artigiana: il ruolo delle associazioni di categoria
Se la burocrazia continua a rappresentare uno dei principali ostacoli alla competitività delle PMI, il problema, in un comparto come quello dell’artigianato, appare ancora più evidente per chi si trova a partire da zero.
Tra gli elementi da valutare con più attenzione troviamo la forma giuridica, l’apertura della partita IVA, le iscrizioni agli enti competenti, gli adempimenti fiscali e previdenziali e l’accesso agli eventuali incentivi: ebbene, queste sono soltanto alcune delle procedure che gli imprenditori del settore sono chiamati ad affrontare.
Un supporto efficace, in un contesto come quello odierno, è rappresentato dalle associazioni di categoria, le quali svolgono un ruolo di raccordo tra impresa e pubblica amministrazione, offrendo servizi di consulenza e accompagnamento che consentono di affrontare il percorso con maggiore consapevolezza. È il caso dei servizi dedicati a chi desidera avviare un’impresa artigiana col supporto di Confartigianato Imprese Padova, che mette a disposizione un supporto che dà modo prima di risultare in regola rispetto a quanto disposto dal legislatore – e dunque la normativa n.443/85 – sia per le realtà individuali che societarie. Permette di ricevere un’analisi preliminare del progetto imprenditoriale, così come un’assistenza negli adempimenti amministrativi, fiscali, previdenziali, ecc.
L’operato concreto di un’organizzazione come Confartigianato Padova dimostra il ruolo attivo delle associazioni di categoria, che non è soltanto quello di contenere i tempi e le complessità burocratiche, ma di coadiuvare nell’impostare l’attività con basi più solide, fin dall’inizio ma anche in tutte le fasi successive di cambiamento.
Viene così limitato il rischio che possano subentrare errori formali che si traducono in costi aggiuntivi oppure fermi operativi, aggravando una situazione già di per sé soggetta a criticità. Le associazioni diventano dunque uno strumento effettivo per favorire la nascita di nuove imprese e rafforzare un comparto che continua a rappresentare uno dei principali motori dell’economia italiana.
Dietro la bassa crescita dell’artigianato in Italia: il nodo della burocrazia nei dettagli
Vediamo ora le criticità riscontrate a fronte di una recente audizione di Confartigianato alla Camera dei Deputati presso la Commissione Attività Produttive, commercio e turismo, intercorsa nell’indagine conoscitiva conseguita sul tema della “Competitività del sistema Italia, andamento del PIL 1992-2025 e leve di crescita.” Approfondiamole nei dettagli.
L’aumento delle norme in Italia e la soddisfazione delle imprese
Secondo i dati di Confartigianato, tra il 1995 e il 2026 il numero di norme emanate in Italia per il settore dell’artigianato è di 9.699, tutte in vigore, a fronte di una media di 313 norme annue.
Il confronto con la legislazione dell’UE non lascia scampo: gli atti giuridici del periodo 2009-2024 sono pari a 34.506. Non stupisce dunque che la soddisfazione degli imprenditori italiani nei confronti della PA sia più bassa rispetto alla media UE: 24% contro 42%. A essere meno soddisfatti degli italiani, in Europa, ci sarebbe soltanto la Romania.
Il costo dei prestiti
A pesare sulle imprese artigiane ci sarebbero inoltre i costi legati ai finanziamenti, che registrano un surplus di 30 punti rispetto alla media comunitaria. La pressione fiscale in Italia è nota per essere elevata, tanto da confermarsi, nel 2026, al +1,5 punti di PIL, se confrontata con il corrispettivo europeo.
Il calo di produttività in ambito manifatturiero
Tra le imprese artigiane del Belpaese che più accusano tanto la burocrazia quanto la pressione fiscale e il costo dei finanziamenti ci sono quelle del ramo manifatturiero, che detengono i livelli di produttività maggiori.
Se fino al 2000 i ritmi erano in linea con quelli europei – persino della Germania –, a fronte di una crescita pari all’1,6%, attualmente siamo intorno a una media annua tra il +0,8% e il +1,1%. Alla base ci sarebbe una diminuzione degli investimenti pubblici e, di pari passo, un aumento della pressione fiscale.
Uno sguardo al futuro dell’artigianato
L’artigianato, nonostante lo scenario attuale, continua a rappresentare uno dei punti di forza del sistema produttivo italiano. Il suo futuro, però, non dipende soltanto da un saper fare ancora tra i più rinomati.
Molto dipenderà dalla capacità delle istituzioni di trasformare la burocrazia da ostacolo a leva di competitività. Nel frattempo, le associazioni di categoria continuano a rappresentare un punto di riferimento concreto per chi sceglie di fare impresa.





































