Artisti e scienziati, ecco il segreto del nuovo Rinascimento d’impresa/2

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Ci piace pensare al Rinascimento 2.0 come una nuova forma d’arte in cui lo spirito di avventura, d’immaginazione e di autonomia rende accessibile il percorso imprenditoriale ad artisti, scienziati e umanisti. La forma d’arte è la rete in cui s’intrecciano le relazioni creative tra i vari partecipanti. Proprio questo è il concerto che ha visto come protagonisti gli ideatori del Rinascimento cinquecentesco. Oggi, la digitalizzazione è il mezzo tecnologico che facilita e amplia la formazione di reti in cui l’apprendimento reciproco attraverso esperimenti che sfociano in opportunità di business si svolge più velocemente che altrove. Come nelle botteghe rinascimentali erano gli artisti affermati a insegnare ai nuovi, così oggi sono gli imprenditori innovativi che tracciano originali sentieri d’educazione per le nuove generazioni di imprenditori. Alcuni tra gli imprenditori innovativi affermati insegnano usando le loro mappe della conoscenza sulle quali trovano nuovi sentieri. Altri, una minoranza, dismettono le mappe e fanno affidamento sulle intuizioni che scaturiscono dalla fonte della loro ignoranza creativa. È questo uno scenario di fondo che apre uno spiraglio su risultati straordinari, di lungo respiro e altruistici, rispetto alle motivazioni di breve termine, all’assillo per i risultati trimestrali e all’abbassamento dei costi per via delle economie di scala che hanno contraddistinto l’economia industriale del ventesimo secolo. Un apprendimento che esalta l’espressione delle proprie idee originali e la digitalizzazione che rende disponibile online e nella nuvola le risorse inaugurano l’età creativa dell’imprenditorialità. Ciascuno di noi ha l’opportunità di proporsi come artista della produzione, fabbricando oggi a costo marginale prossimo o uguale a zero un bene di alto valore estetico e funzionale che giusto l’indomani può essere simultaneamente utilizzato da una molteplicità di consumatori. Sin dal suo primo vagito il nuovo bene non appare più come un brutto anatroccolo bensì come un bel cigno che desta ammirazione. Insomma, assistiamo alla rinascita dell’arte dell’imprenditorialità con l’artista artigiano che fa la differenza culturale e con le nuove tecnologie che lo coadiuvano nell’atto della produzione.