Asl Napoli 1, arrivano centinaia di firme contro la chiusura del Centro Disturbi Alimentari

824

In sole 24 ore, ha superato le 1.700 firme la petizione lanciata da Martina Santoro su Change.org e indirizzata ai dirigenti della ASL 1 di Napoli contro la chiusura del centro dei disturbi del comportamento alimentare di Viale Adriano 16. I firmatari si sono ribellati all’annuncio della chiusura del centro, diffuso in data 18 novembre, e che dovrebbe diventare effettivo già dal primo dicembre.
“È evidente l’urgenza della questione”, spiega l’autrice dell’appello online: “si annullerebbe un polo di eccellenza nella diagnosi e trattamento di questo tipo di psicopatologie. La continuità terapeutica è fondamentale per chiunque voglia intraprendere un percorso di trasformazione profonda della propria vita, non solo mettere un cerotto su un’operazione a cuore aperto”, prosegue il suo accorato appello. “La continuità verrà rotta e con essa tutti gli equilibri faticosamente guadagnati tra sangue, sudore e lacrime dei pazienti e dei familiari che si struggono ogni giorno nel vedere i propri cari soffrire di un male così oscuro e profondo”.
La promotrice della campagna spiega la gravità della decisione anche alla luce del periodo storico: “in questo periodo di emergenza sanitaria”, infatti, “le persone affette da DCA sono notevolmente aumentate, circa del 30% secondo i dati di Repubblica: la decisione di modificare il funzionamento di una struttura che reca sostegno a diverse persone che sono affette da questo disturbo, potrebbe produrre risultati gravi e irreversibili, la cui colpa ricadrebbe sui responsabili della decisione di attuare le modifiche al trattamento dei DCA.”
Senza dimenticare un tema fondamentale, e cioè quello dell’accessibilità delle cure, affinché possano essere alla portata di tutti: “sostenere una spesa che includa nutrizionista, psicologo, psichiatra ed eventuali farmaci non è alla portata di tutti i pazienti che hanno trovato finora rifugio in un servizio statale: ragion per cui molti pazienti sarebbero lasciati a loro stessi. Essendo i disturbi del comportamento alimentare la psicopatologia con il triste primato del più alto tasso di mortalità vi invitiamo a firmare la petizione per permettere alle persone affette da tali disturbi di continuare a provare a vivere una vita degna di essere vissuta”, conclude.