Asse Napoli-Roma contro la legge Valore Cultura. Flash mob in Galleria per dire no ai commissariamenti

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Un asse Napoli-Roma per ricostruire le Fondazioni liriche italiane. E’ la scelta dei lavoratori del teatro dell’Opera e del San Carlo, che hanno dato vita a Napoli a un flash-mob contro la legge Valore Cultura. Un’ora di musica e interventi Un asse Napoli-Roma per ricostruire le Fondazioni liriche italiane. E’ la scelta dei lavoratori del teatro dell’Opera e del San Carlo, che hanno dato vita a Napoli a un flash-mob contro la legge Valore Cultura. Un’ora di musica e interventi per spiegare un ‘no’ ai commissariamenti che per loro significano tagli al personale ed esternalizzazione di funzioni e servizi. E al sindaco Luigi de Magistris, che della fondazione che regge il Massimo partenopeo è presidente, una targa dai lavoratori dell’Opera capitolina da presidente onorario della loro fondazione per aver rifiutato l’adesione alla legge Bray. Almeno 500 persone ad assistere in galleria Umberto alla performance di 12 tra i primi strumenti dei due teatri e di una ventina di elementi dei cori, aperta dall’inno di Mameli (ma con spazio per Kalinka e anche per la musica americana) e conclusa da “Nessun dorma” cantato a voce spiegata da tutti i presenti. I numeri – Da Roma erano arrivati in 50 in rappresentanza dei 492 rimasti di una pianta organica che contava 631 presenze; folta la delegazione degli oltre 300 sancarlini. Nessuna sigla sindacale, per un giorno sono solo lavoratori della cultura quelli che parlano dal palco. La legge Valore Cultura è “un piano di destrutturazione delle fondazioni liriche italiane” per Roberto Conte, tecnico dell’Opera, a suo avviso in “default finanziario indotto” proprio dal sindaco Ignazio Marino che ha cancellato i 20 milioni di euro già stanziati dal suo predecessore Gianni Alemanno, forse sostituiti da circa 5 milioni, mentre la Regione Lazio non paga da tempo, tanto da avere un arretrato di 5,1 milioni. “Il disegno – ritiene –  è quello di far diventare l’Opera una scatola vuota per gli appalti e magari poi da inserire in ‘Musica per Roma’”. de Magistris: Battaglia nazionale – “Si è cercato di comprare il San Carlo con pochi spiccioli – insiste de Magistris – si è arrivati a un commissariamento in modo subdolo e sleale. Vogliono far credere che il sindaco e i lavoratori sono isolati, in realtà è il contrario. La nostra battaglia è nazionale, è una battaglia per la cultura dal basso. Il commissario vada via da Napoli. Non ci vendiamo, non ci facciamo compare. Vinceremo”.