Assemblea di Confindustria, Scudieri: Recovery Fund, grande opportunità. Ripartire da distretti e filiere industriali

87
in foto Paolo Scudieri

“Ci sono settori dell’economia in cui l’Italia eccelle e compete nel mondo, che possono essere motore di sviluppo per tutto il Paese, a partire dai distretti e dalle filiere industriali. L’automotive è uno di questi ma penso a tutto il comparto del tessile, del design, delle macchine utensili, dell’aviazione, del pharma e tanti altri. Il Recovery Fund è una grande opportunità, il Governo può e deve organizzare rapidamente un confronto per individuare priorità e modalità”. È quanto dichiara Paolo Scudieri, presidente di Adler-Pelzer Group e di Anfia (l’associazione confindustriale della filiera automotive), a valle dell’Assemblea 2020 di Confindustria conclusasi ieri a Roma.
“Dobbiamo sfruttare meglio i fondi europei – aggiunge Scudieri – investendo anche nelle eccellenze del Sud che possono funzionare da traino per intere aree e soddisfare una domanda di lavoro giovane e qualificata. Grazie ad alcune scelte lungimiranti del Governo sulla pandemia, ora L’Italia si trova in una situazione migliore rispetto ad altri Paesi. Possiamo fare altrettanto con i fondi del Recovery Fund, divenendo un esempio per tutti i nostri concittadini europei. Non penso però si possa ritornare dove eravamo. Si parla spesso di resilienza. Ma questo concetto presuppone di ritornare nella forma originaria. Non è così: noi abbiamo la possibilità di andare in una direzione ben più interessante e moderna, investendo in ricerca, in innovazione, in sostenibilità, per tutti i settori e la tecnologia ci aiuta. Quindi occorre investire in infrastrutture, in una mobilità nuova, aiutare le aziende a competere nei mercati internazionali, avere un sistema bancario e finanziario forte e coraggioso, semplificazioni per le imprese, e infine una valorizzazione del sistema culturale nazionale, autentico patrimonio da cui nascono idee, bellezza e qualità per tutti. Dal punto di vista dell’export, il valore italiano è il 32% del Pil, un dato elevato, ma che colloca l’Italia al 9° posto mondiale, molto distante dalla Francia (5° posto) e dalla Germania (3° posto). Un buon utilizzo del Recovery Fund può aiutarci a recuperare anche questo gap”. Scudieri ricorda infine che il settore automobilistico produce il 7% del Pil nazionale, con un gettito fiscale di 78 miliardi di euro, e coinvolge 274mila addetti alla produzione e circa 150mila nel settore commerciale. “Ringrazio il presidente del Consiglio ed il ministro Patuanelli – ha concluso – per aver individuato nel nostro settore e nei suoi attori, in primis gli imprenditori e le maestranze, un fattore di crescita essenziale al Paese. Grazie anche per aver riconosciuto nell’idrogeno la “molecola del futuro”, una tecnologia che rappresenta il compimento della vera transizione energetica”.