Assodemaniali Campania e il Dl Concorrenza: Perché hanno stralciato le norme sulle concessioni

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in foto il lido 'Marinella’ di Sant’Agnello, primo stabilimento balneare in Campania ad essere accessibile sia ai disabili (attrezzato anche con carrozzina Job) e sia ai non vedenti

“La decisione di stralciare dal Disegno di Legge sulla concorrenza la parte riguardante le gare per stabilimenti balneari era necessaria per attivare una ricognizione e un censimento aggiornato delle concessioni e per programmare una riforma organica del settore”, afferma l’avvocato Luigi Roma, consulente legale di Assodemaniali Campania.
“Le concessioni demaniali marittime, così come configurate tradizionalmente nell’ordinamento interno, nel quale era assolutamente prevalente, se non assorbente, una connotazione “pubblicistica” – prosegue L’avvocato Roma – hanno subito una profonda trasformazione proprio per effetto delle indicazioni emergenti dall’ordinamento comunitario, che ha invece in particolar modo evidenziato il profilo economico delle concessioni demaniali, per la loro idoneità a costituire fonte di reddito per il concessionario”.
Proprio in virtù della preminenza dell’aspetto privatistico ed economico inerente la concessione demaniale, nonché sulla base della ritenuta limitatezza della risorsa costiera, spiega l’avvocato, è stata adottata la direttiva servizi includendovi l’attribuzione dei titoli concessori solo attraverso gare ad evidenza pubblica, anche al fine di garantire tutela ad interessi transfrontalieri, ritenendo altresì la direttiva Bolkestein ostativa a disposizioni legislative di proroga automatica in favore dei titolari di concessioni.
“Ed è proprio la mutata concezione della concessione demaniale, intesa ora prevalentemente come risorsa economico produttiva – aggiunge Roma – che non appare più compatibile con la espressa esclusione della corresponsione di un indennizzo in favore del concessionario uscente, perché ciò realizzerebbe una violazione di diritti che trovano tutela sia nella Costituzione, sia nello stesso trattato U.E., quali la libertà di stabilimento e la tutela del diritto di proprietà”.
Per il consulente legale di Assodemaniali Campania “deve infatti considerarsi che sono aperte ancora molte questioni sulle quali è necessario lavorare prima di attuare una riforma organica del setto: la previsione di un indennizzo che risponde a esigenze di equità, atteso che il concessionario in essere con la sua opera e con propri investimenti, nonché attraverso la realizzazione delle opere legittimamente autorizzate, ha determinato un incremento di valore del bene demaniale, che – una volta rientrato nella giuridica disponibilità dell’amministrazione, determinerà un più o meno rilevante incremento del canone a vantaggio della pubblica amministrazione e in danno del privato; ovvero – per l’ipotesi in cui il canone a carico del nuovo concessionario dovesse restare invariato – un trasferimento di ricchezza legato alle maggiori caratteristiche di redditualità – in favore del nuovo concessionario e in danno del concessionario uscente; ricorrendo pertanto in entrambe le ipotesi un trasferimento di ricchezza privo di causa in violazione pertanto di diritti garantiti dalla Costituzione Italiana e dal Trattato Ue”.