Assovini: vento positivo per Sicilia, spazi enormi di crescita

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Palermo, 11 mag. (Labitalia) – “Questa edizione è particolarmente significativa perché si presenta l’annata 2017, di cui si è detto tanto e quindi è importante far sentire la voce di noi siciliani perché la Sicilia è un mondo a parte che va raccontato. Quella del 2017 è stata una vendemmia con meno uva della media, circa il 20% in meno, ma questo non vuol dire che non ci saranno vini importanti. Per quanto riguarda l’export, si percepisce un vento positivo per il vino siciliano: cresce l’imbottigliato in Sicilia e crescono le esportazioni, pur essendoci ancora spazi enormi di crescita”. Così Alessio Planeta, presidente di Assovini Sicilia, commenta la XV edizione di ‘Sicilia en Primeur’.

L’anteprima dei vini siciliani organizzata da Assovini Sicilia, nell’anno di Palermo Capitale italiana della cultura, ha scelto, proprio nel capoluogo di regione, le sale del Museo d’arte contemporanea come sfondo per degustazioni, masterclass e incontri con i produttori, confermando anche quest’anno un’attenzione crescente da tutto il mondo per la produzione enologica dell’isola.

“‘Sicilia en primeur’ è una manifestazione, per noi fondamentale, che da 15 anni – ricorda Planeta – presenta l’ultima annata in commercio e le produzioni dell’Isola, con la possibilità di assaggiare più di 400 etichette. Si svolge ogni anno in una città diversa e quest’anno a Palermo: non potevamo non cogliere l’occasione dei Palermo Capitale italiana della cultura 2018 e che quindi apre le sue porte al mondo. Palermo è piena di turisti, che sono i primi consumatori e il primo veicolo del nostro vino. Una città trasformata, così come la regione, e che ha sicuramente ancora tanto da dire”.

Sono 53 le cantine che hanno aderito all’evento, 450 i vini in degustazione, e 50 ‘en primeur’. “Queste cifre – commenta il presidente di Assovini Sicilia – sono la testimonianza dell’interesse sempre maggiore per il vino siciliano e per il patrimonio enogastonomico dell’intera regione. Un interesse che quest’anno si fa ancora più forte grazie, appunto, alla nomina della città di Palermo a Capitale della cultura italiana 2018. Oggi la Sicilia vanta una ricchezza culturale senza uguali, frutto della mescolanza di popoli e tradizioni che hanno attraversato il nostro territorio nel corso dei secoli. La nostra regione è sempre stata aperta all’influsso di culture differenti ed è esattamente questa la mentalità che si è respirata durante ‘Sicilia en Primeur’ di quest’anno”.

Internazionalità e collaborazione sono valori fondanti per Assovini Sicilia. Se, sul fronte dell’export, spiega il presidente Planeta, “l’America rimane il mercato più importante, la Sicilia, con il suo Consorzio Doc Sicilia, sta facendo un grande investimento promozionale in quel mercato”. Una conferma arriva da Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia: “La Sicilia è una regione che ha grandi possibilità e deve lavorare sempre di più per valorizzare i propri vini. E’ quello che stiamo facendo ormai da anni con il progetto del Consorzio della Doc Sicilia, che sta dando ottimi risultati: siamo riusciti in pochi anni a costruire un vero fenomeno. Quest’anno stiamo crescendo addirittura del 135% sullo scorso anno”.

“In Sicilia, sono ormai quasi 200 le aziende che lavorano insieme facendo sistema e qualità sotto le insegne del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia. Abbiamo più di 7.300 viticoltori, e la previsione è di un traguardo di 60 milioni di imbottigliato nel 2018”, aggiunge.

A confermare il buon andamento del mercato una delle aziende ‘simbolo’ dell’Isola, Centopassi, che – con i suoi vigneti nell’Alto Belice corleonese – rappresenta l”anima vino’ in Sicilia del progetto Libera Terra, sviluppato attraverso 9 cooperative sociali, mettendo a fattor comune materie prime coltivate in terreni confiscati alla mafia. “Siamo felici – dice Giovanni Ascione, dell’azienda Centopassi e del Consorzio Libera Terra -perché ci sta andando bene sotto tutti gli aspetti. Il primo, più importante, è quello qualitativo: abbiamo avuto sin da subito, e oggi sempre di più, risposte straordinarie da terreni straordinari. E poi anche dal punto di vista del mercato: da qualche anno cominciamo a vendere anche all’estero con partner molto prestigiosi e in Italia siamo presenti in ristoranti ed enoteche di altissimo profilo”.

“Facciamo un lavoro di ricerca quasi ossessivo in vigna – prosegue – e le ultime etichette ci stanno dando delle soddisfazioni incredibili. Da poco abbiamo iniziato a commercializzare un rosso che proviene da una vigna simbolica, che sta a Portella della Ginestra, a mille metri sul livello del mare e con vista sul mare, che già sta avendo un successo di critica e di mercato eccezionali. La nuova sfida sarà quella di replicare una vigna ‘impossibile’ con un bianco”.

E proprio la ricerca in vigna è stata protagonista di ‘Sicilia en primeur’, che da questa edizione apre così le porte anche alla divulgazione scientifica premiando i migliori lavori in ambito scientifico selezionati da Assovini. Lo scopo è avvicinare i comunicatori internazionali del vino alle più recenti scoperte e ricerche in ambito vitivinicolo sotto diversi profili: storia e scienze sociali, ampelografia, viticultura, enologia ed economia.

“’Sicilia en Primeur’ vuole diventare sempre più un momento di valorizzazione dell’intera Sicilia. Cultura, territorio, eccellenze gastronomiche ed enologiche, ma anche un’occasione per fare il punto della situazione sugli studi e sulle ricerche in campo scientifico, ambiti sempre più indispensabili per essere competitivi sui mercati di tutto il mondo e segnali della volontà di rispettare l’ambiente ed esaltare le nostre tradizioni”, sottolinea Alessio Planeta.

E le novità portate da questi studi sono molte. In ambito enologico, ad esempio, ha vinto il progetto sullo studio delle popolazioni di lieviti in Sicilia e sulla selezione di nuovi ceppi capaci di migliorare il livello qualitativo dei vini, in particolar modo quelli da varietà autoctone. Per quanto riguarda la categoria viticoltura e ampelografia, si è scelto di valorizzare una ricerca che prende in esame la variabilità genetica del vigneto Sicilia inter e intra-varietale e andando a comprendere i legami fra i vitigni siciliani e quelli di altre zone del Sud Italia e del Mediterraneo.

L’ambito economico, invece, vede protagonista il più antico vino siciliano fortificato, il Marsala Vergine Doc e il suo riposizionamento sui mercati italiani ed esteri studiandone punti di forza e di debolezza. I conci preistorici siciliani ritrovati sul monte Kronio, a Sciacca (Agrigento), entro cui sono stati rinvenuti tracce di acido tartarico, prova della presenza di vino, sono il tema dello studio premiato in ambito storico. Grazie a questa scoperta, è stato possibile comprendere meglio le componenti della dieta dell’antica popolazione presente in quell’area: la scoperta retrodaterebbe di almeno duemila anni la storia della viticoltura nel bacino del Mediterraneo.