Asteria, scoprire le origini della vita: progetto italiano di astrobiologia

40
(fonte foto Wikipedia)

Scoprire il ruolo che i raggi ultravioletti hanno giocato nel rendere la Terra un pianeta abitabile, e se qualcosa di simile può essere accaduto anche su Marte, così come sui pianeti in orbita intorno ad altre stelle: è quanto intende fare il progetto di astrobiologia finanziato dall‘Agenzia Spaziale Italiana e guidato dall’Università di Roma Tor Vergata. Chiamato Asteria (Adattabilità di cianobatteri di ambienti eSTrEmi alla Radiazione ultravIoletta stellAre) e della durata di tre anni, il progetto è coordinato da Daniela Billi, del dipartimento di Biologia dell’università di Roma Tor Vergata, esperta di astrobiologia e biologia molecolare dei cianobatteri, batteri che vivono in condizioni estreme e specializzati nella fotosintesi. Al progetto partecipa anche l’azienda aerospaziale Kayser Italia, con lo sviluppo del prototipo di un dispositivo per controllare la vitalità di cianobatteri esposti alla radiazione ultravioletta, permettendo così l’acquisizione dati e conoscenze utili necessario per futuri esperimenti nello spazio. “L’approccio sperimentale si basa su un’azione sinergica tra modelli teorici e simulazioni di laboratorio che verranno condotte nelle nostre strutture”, dice Billi. Gli esperimenti saranno condotti su cianobatteri specializzati nel produrre un particolare tipo di clorofilla, grazie alla quale possono vivere in ambienti scarsamente illuminati. “I risultati contribuiranno ad ampliare la nostra comprensione dell’evoluzione della vita sulla Terra”, ha detto ancora Billi riferendosi alla fotosintesi che, fissa l’anidride carbonica in composti organici, liberando ossigeno, ossia il meccanismo che ha reso l’atmosfera primordiale della Terra respirabile alla maggior parte degli organismi. Con il gruppo di astrobiologia di Billi collabora quello di astrofisica di Amedeo Balbi, del dipartimento di Fisica dell’Università di Tor Vergata, insieme all’Istituto Nazionale di Astrofisica a Trieste e al dipartimento di Biologia dell’università di Padova. “L’indagine dei confini della vita e dei contesti in cui essa potrebbe manifestarsi al di fuori della Terra rappresenta – osserva Balbi – una delle grandi sfide aperte nell’ambito della scienza moderna, e richiede una stretta collaborazione tra biologi e astrofisici”.