Astrofisica da Nobel, telescopi italiani protagonisti della “caccia” agli esopianeti

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Il Nobel agli scopritori del primo pianeta fuori dal Sistema Solare parla anche un po’ italiano, con i nostri telescopi in prima linea nella ricerca di una “nuova Terra”. Lo sottolinea il presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Nichi D’Amico. Il premio a James Peebles, Michel Mayor e Didier Queloz, sostiene D’Amico, e’ “un risultato grandioso che testimonia l’importanza dell’astrofisica moderna e il suo valore strategico per il futuro dell’umanita’”. Si tratta di temi “che riguardano l’attivita’ del nostro Ente, e in cui siamo in prima linea sul fronte internazionale. In particolare lo studio degli esopianeti e la ricerca di tracce di vita in altri mondi vede alcuni dei nostri telescopi, come il Telescopio Nazionale Galileo, il Large Binocular Telescope e, in futuro, lo Extremely Large Telescope, protagonisti in questo settore. Siamo coinvolti in importanti missioni spaziali pensate proprio per lo studio degli esopianeti, come ARIEL, CHEOPS e PLATO. E sempre dallo spazio, con la prossima missione EUCLID potremo auspicabilmente dare importanti risposte a quello che resta da scoprire sulla composizione del nostro universo, ovvero su quel 95 percento che ancora non conosciamo”.