ASviS: i bambini nell’Ue, tra rischio povertà, salute mentale ed esclusione sociale

Foto di Cheryl Holt da Pixabay

Di seguito il testo integrale di Monica Sozzi dal sito web ASviS del 6/3/24.

1 bambino su 4 è a rischio povertà o esclusione sociale, 1 su 8 riceve regolarmente molestie online e un quinto dei 15-19enni soffre di problemi legati alla salute mentale. Le raccomandazioni dell’Unicef per il prossimo ciclo Ue.

Negli ultimi cinque anni, le bambine e i bambini nell’Unione europea hanno affrontato sfide significative, aggravate da eventi come la pandemia, che ha impattato la loro salute mentale e l’istruzione, e dai crescenti effetti del cambiamento climatico sulla loro salute e sullo stile di vita. La trasformazione digitale ha introdotto sia vantaggi sia rischi per lo sviluppo e l’apprendimento dei bambini. Le dinamiche demografiche in cambiamento, con cali delle nascite e invecchiamento della popolazione, stanno ridefinendo le necessità di accesso ai servizi per i bambini, soprattutto nelle aree rurali. L’inflazione economica ha ulteriormente complicato il panorama, mentre la guerra in Ucraina ha reintrodotto minacce alla sicurezza per i bambini in tutta Europa. Questi fattori hanno intensificato le preoccupazioni per la salute mentale e fisica dei bambini, ampliato le disuguaglianze educative e aumentato i rischi di povertà ed esclusione sociale.

In vista delle elezioni del Parlamento europeo di giugno, che daranno il via a un nuovo ciclo politico quinquennale, il rapporto “Lo stato dei bambini nell’Ue 2024” dell’Unicef diffuso il 19 febbraio propone analisi e raccomandazioni per salvaguardare il benessere e i diritti delle bambine e dei bambini, con un occhio di riguardo verso coloro che si trovano in situazioni di maggiore difficoltà.

 

Le proposte dei giovani al governo contro la crisi climatica su cinque temi chiave

In un documento di Save the Children, con il contributo anche dell’ASviS, le richieste avanzate al ministro Pichetto Fratin su educazione e partecipazione, sistemi agroalimentari, finanza climatica, energia e sostenibilità urbana. 18/12/23

La popolazione dei giovani

A inizio 2022 si stimavano circa 81 milioni di bambine e bambini nell’Ue, il 18% della popolazione. Negli ultimi dieci anni, il numero di bambini è diminuito di circa un milione, mentre la popolazione totale è cresciuta di sei milioni.

Le famiglie con bambini sono sempre meno, rappresentando quasi un quarto del totale. Una situazione data dal calo delle nascite, dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle famiglie composte da una sola persona, tutti fattori che hanno implicazioni sulla povertà infantile e sui rischi di esclusione sociale, così come sulla cura, sull’assistenza e sul supporto di genitori e nonni.

Il 68% dei bambini vive in famiglie guidate da una coppia, il 12% in famiglie monoparentali. Quasi un quarto delle famiglie è definito come “altro”, spesso famiglie multigenerazionali, in cui si stima che viva il 20% dei bambini.

I pilastri del benessere infantile

Il Rapporto presenta le evidenze distribuite su tre principali focus considerati rilevanti per il benessere delle bambine e dei bambini nell’Ue:

  1. Salute fisica. I bambini nell’Ue beneficiano in generale di un forte sistema sanitario, di un alto livello di istruzione da parte dei loro genitori e caregiver, inclusa la popolazione femminile, dell’accesso ad acqua potabile e a servizi igienici sicuri, di una buona nutrizione e, di conseguenza, molti indicatori chiave di salute sono positivi. La mortalità infantile è complessivamente molto bassa, ma tra le cause più comuni di morte tra bambini e giovani ci sono gli incidenti stradali (tra i 10 e i 19 anni) e i suicidi (15-19). Una grande preoccupazione è data dall’incidenza di obesità e sovrappeso: le previsioni dell’Oms indicano che la proporzione di bambini dai 5 ai 19 anni obesi nella regione europea aumenterà dal 13% per i ragazzi e l’8% per le ragazze nel 2020, al 15% e al 10% nel 2025, e poi al 18% e al 12% entro il 2030.
  2. Benessere mentale. Circa il 13% di bambini e giovani fino ai 19 anni soffrono di problemi legati alla salute mentale. Tra questi, il 4% soffre di disturbi depressivi e l’8% di disturbi d’ansia. Il suicidio è una delle principali cause di mortalità in questa fascia di età, rappresentando circa uno su sei (17%) dei decessi.
  3. Sviluppo delle competenze. Nel 2022 circa il 40% dei quindicenni non ha raggiunto una competenza di base in lettura e matematica. Le ragazze tendono ad eccellere nella lettura, mentre i ragazzi mostrano migliori prestazioni in matematica. Le competenze digitali sono diventate cruciali, ma tra i giovani di 16 e 19 anni solo un terzo ha competenze avanzate in ambiti come l’alfabetizzazione informatica, la comunicazione, la creazione di contenuti digitali, la sicurezza e la risoluzione dei problemi.

Principali aree di impatto sulla salute dei bambini

Il Rapporto dell’Unicef indica alcune aree di particolare rilevanza in relazione a fattori che impattano sul benessere delle bambine e dei bambini:

  1. Fattori economici e povertà infantile. Pandemia seguita da inflazione, soprattutto quella alimentare ed energetica, hanno colpito duramente le famiglie a basso reddito. Nel 2022, 20 milioni di bambini (1 su 4) erano a rischio povertà o esclusione sociale.
  2. Fornitura di servizi per la salute mentale. I Paesi dell’Ue stanno migliorando l’accesso ai servizi di salute mentale, ma il finanziamento rimane insufficiente rispetto alla salute fisica, non coprendo pienamente la domanda.
  3. Fattori ambientali. Nel 2022, 85mila persone in 16 Paesi dell’Ue sono state sfollate dalle proprie case a causa di disastri legati al clima, inclusi molti bambini. Le minacce ambientali al benessere dei bambini non riguardano solo il cambiamento climatico: fattori come l’inquinamento dell’aria, dell’acqua, del cibo e altre sostanze nell’ambiente, così come le condizioni abitative e la qualità dell’area locale, influenzano lo sviluppo e il benessere dei bambini. Ad esempio, nel 2019, sono stati registrati 472 decessi di bambini e giovani nell’Ue a causa dell’inquinamento atmosferico, la maggior parte dei quali aveva meno di un anno.
  4. Tecnologie digitali. Le competenze digitali sono sempre più importanti per la gestione dei rischi (privacy, cyberbullismo e sfruttamento sessuale), la promozione dell’inclusione sociale e dell’apprendimento durante l’infanzia, nonché per l’occupabilità. Il Rapporto evidenzia che 1 bambino su 8, a partire dai 12 anni, riceve regolarmente richieste online indesiderate a sfondo sessuale. Inoltre, nel 2021, sebbene la maggior parte dei bambini di circa 10 anni affermasse di avere competenze di base nell’uso delle tecnologie digitali, più di 1 su 10 non era sicuro nella digitazione e nella ricerca di informazioni su Internet, e un terzo non riteneva di poter distinguere l’affidabilità di un sito web.

Le raccomandazioni dell’Unicef

Il Rapporto sottolinea alcune questioni critiche da considerare nel prossimo ciclo politico dell’Ue e richiede un consolidamento degli sforzi in corso e un incremento degli investimenti finanziari.

Le raccomandazioni dell’organizzazione per l’infanzia mirano a garantire che i diritti e il benessere dei bambini rimangano una priorità nell’Ue, promuovendo politiche che tengano conto delle esigenze e dei diritti delle generazioni attuali e future di giovani cittadini dell’Ue: salvaguardare e accelerare i progressi sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza; rafforzare la governance per i bambini, considerando l’impatto sui giovani in tutte le politiche e leggi dell’Ue; migliorare la base di evidenza con una nuova strategia di raccolta dati che includa i bambini; adottare una strategia globale pluriennale e multisettoriale per la salute mentale, dotata di costi e risorse; aggiornare e applicare la legislazione per promuovere l’uso sicuro delle tecnologie digitali.

 

Un’intera generazione da non perdere: sfide, diritti e opportunità dei minorenni

Crc denuncia il malessere dei giovani tra povertà educativa, abitativa e alimentare. Allarmanti i dati sugli omicidi e l’emergere di nuove forme di abuso. Insufficiente e disorganizzata l’offerta dei servizi sociali e sanitari. 29/11/23

Scarica il Rapporto