Auguri a Dalisi che compie 90 anni. L’architetto-artista diventò famoso nel mondo per le sue caffettiere

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in foto le caffettiere di Riccardo Dalisi

di Maria Carla Tartarone Realfonzo

Desidero ricordare un caro amico, Riccardo Dalisi, che conobbi all’inizio degli anni sessanta, nello studio di Almerico Realfonzo, in viale Michelangelo, al Vomero, e dargli gli auguri per l suo novantesimo compleanno. Uno straordinario artista che si ricorda con le sue immagini scultoree, i suoi dipinti, i suoi progetti architettonici anche nei musei di Europa e del Mondo. Ricordo che recentemente alcuni suoi mobili, progettati e realizzati negli anni sessanta sono stati conservati in esposizione permanente al Museo Pompidou, a Parigi, nella sezione, inaugurata di recente, dell’“arte povera”. Ed anche il nostro Museo Madre conserva in mostra permanente due Strutture dell’artista costruite con materiali poveri. La sua realizzazione più bella è essersi occupato dei bambini del Rione Traiano, di Ponticelli, di Scampia, della Sanità per i quali ha ideato di tutto per interessarli e divertirli, anche in ospedale, ideando una mostra nella Ludoteca dell’Ospedale Annunziata, realizzando con loro il “Progetto Rotolarte”. Ma non solo i bambini, anche i giovani sono stati privilegiati da lui: i suoi allievi della facoltà di Architettura, ispirati da lui salivano ad ispirarsi sui tetti della Facoltà di Architettura, a via Mezzocannone, da dove osservavano le antiche architetture di cui la città è doviziosa. E si dicevano “Architetti volanti”. Ma abbiamo visto sue opere in ogni luogo di Napoli: alla Facoltà di Suor Orsola al Palazzo delle Arti, il Pan, al Museo della Floridiana, al Castel dell’Ovo, nelle strade più antiche del centro storico, ironizzando allegramente sulle nostre manie. Per non parlare dei soggetti: i suoi guerrieri, le sue strepitose caffettiere, anche quelle napoletane. L’Artista infatti, pur nato a Catania è cresciuto a Napoli e si è sempre sentito napoletano. Desidero ricordare soltanto le sue ultime mostre napoletane, in cui ho potuto incontrarlo, ricordando i tempi passati: sono state la mostra “Rompete le righe”, con Alessandro Mendini, nella Galleria di Andrea Nuovo a Monte di Dio e la Mostra “Vincendo il tempo” al Mann. E non posso fare a meno di ricordare che negli anni è stato chiamato oltre che nei musei italiani, a New York, a Chicago, ad Orleans, a Monaco, a Vienna, a Berlino, che hanno potuto comprendere la grandezza del nostro Artista. Qui desidero ancora porgergli gli auguri per il suo prossimo compleanno.