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Pezzi di vetro di Alfonso Ruffo

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Alfonso Ruffo

Esteri o non Esteri, questo è il problema

Ha fatto discutere questa settimana la proposta di incorporare la funzione del commercio internazionale nel ministero degli Esteri. Una scelta presentata come necessaria per avvicinare l’Italia agli altri Paesi che si muovono nel mondo in una logica di sistema: quindi con maggiore efficacia e non in ordine sparso come spesso avviene con competenze affini affidate a corpi differenti. Come ogni...

Pil e governo dell’economia, il ritorno dell’opposizione

La nostra agenda non cambia, ha fatto sapere Confindustria al nuovo governo che si apprestava a giurare nelle mani del presidente Mattarella. E le aspettative degli industriali italiani – condivise con almeno altre quaranta organizzazioni imprenditoriali e sindacali – sono ben note al premier Conte che non avrà difficoltà a travasare nella versione 2 le informazioni raccolte nella versione...

La lezione francese che Confindustria conosce a memoria

Fa discutere il caso italiano in Europa. E l’intervento del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia alla scuola estiva del Medef, l’organizzazione delle imprese francesi, è stato tra i più attesi e ascoltati dell’intera rassegna che si è tenuta nello spettacolare scenario dell’ippodromo parigino di Longchamp. Capitalismo e Libertà il titolo del panel al quale Boccia è stato invitato a parlare...

Governo, la lezione di Deng sui gatti che acchiappano i topi

Non importa che sia un gatto bianco o un gatto nero, finché cattura topi è un buon gatto. L’intervento del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia al Meeting di Rimini – Più che il colore delle coalizioni di governo quello che conta è fissare gli obiettivi - sembra ispirarsi alla famosa massima di Deng Xiaoping. Non è più tempo di farsi...

La strana sorte delle imprese italiane

Strana sorte quella delle imprese private italiane, tra le più performanti e competitive al mondo nonostante il clima antindustriale nel quale nascono e crescono. O forse competitive e performanti, almeno quelle che riescono a superare i confini nazionali, proprio a causa delle difficoltà che devono superare per conquistare la legittimazione a esistere. Strana sorte anche quando sono considerate con sospetto...

Crisi, in vista battaglia elettorale e manovra economica

L’annuncio della crisi di governo è arrivato inaspettato: all’indomani del voto parlamentare che dà il via libera alla Tav – risparmiamo qui i dettagli – e della fiducia accordata al secondo decreto sulla Sicurezza (sia pure con le prescrizioni del Capo dello Stato). Dunque, due provvedimenti che vanno nella linea tracciata da Salvini che si sarebbe potuto supporre soddisfatto...

L’Italia è fiacca, si è buscata il virus della Selezione Avversa

Il Paese è in stagnazione. Il Sud più del Nord. E nella palude dell’economia rafferma ci finiscono anche le regioni del Centro tradizionalmente rappresentative di un’Italia dinamica e vincente. I giovani meridionali emigrano a tutta forza. Anche i meno giovani. Negli ultimi 15 anni – dati Svimez – hanno abbandonato i comuni di origine 2 milioni di persone. Diminuiscono le...

Europa-Africa, si ricomincia da BusinessMed

La trama si comincia a vedere. A mano a mano che il tempo passa e si compiono le azioni programmate viene fuori il disegno di una Confindustria che vuole corrispondere alla visione del suo presidente: protagonista di un’Italia mai più periferia d’Europa ma centrale, secondo una formula ormai nota, tra Europa e Mediterraneo. L’ultimo tassello del mosaico è la celebrazione...

Il Viminale e le 43 ragioni dell’economia reale

È stato interessante osservare come 43 rappresentanti di altrettante organizzazioni delle imprese, delle professioni e del lavoro si siano espressi allo stesso modo – senza essersi prima consultati - su tre temi di cruciale importanza per la definizione di una politica di medio termine rivolta alla crescita del Paese. Il pronunciamento è avvenuto lunedì 15 luglio intorno al tavolo predisposto...

Crescita, la debole fortezza di Italia e Germania

Fa strano osservare che i primi della classe in Europa per consistenza della manifattura, Germania e Italia, si piazzano agli ultimi due posti per capacità di crescere secondo le previsioni della Commissione per il 2019: noi in fondo a tutti con uno striminzito 0,1 per cento e i tedeschi un po’ meglio con lo 0,5 per cento. Un dato che...
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