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Pezzi di vetro di Alfonso Ruffo

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Alfonso Ruffo

Il cuore dell’industria batte per l’Europa

Il giorno del cambio della guardia al vertice di BusinessEurope alla fine è arrivato. Così il francese Pierre Gattaz, fino a qualche giorno fa a capo del Medef, sostituisce alla presidenza Emma Marcegaglia che ha guidato il consesso per cinque anni. La cerimonia del passaggio, celebrata a Bruxelles alla presenza dei rappresentanti di tutte le Confindustrie europee, è stata...

Così la Francia si prepara a superare l’Italia

L’erba del vicino è sempre più verde. E osservando quello che sta accadendo a Parigi sotto l’impulso del governo Macron il verde dell’erba francese appare addirittura sgargiante. Il che può far piacere visti i buoni rapporti economici con i cugini d’oltralpe ma può anche impensierire perché nel mondo moderno si è sempre alleati e concorrenti allo stesso tempo. Ad appena...

Quattro mosse più due per cambiare l’Europa

La proposta in quattro punti di Confindustria per rendere più efficiente e operativa l’Unione europea è caduta in un momento assai favorevole per l’attenzione prestata ai temi dell’Europa essendo caduta alla vigilia del Consiglio che ha riunito a Bruxelles i capi di Stato e i premier dei 27 Paesi aderenti. Certo, all’ordine del giorno e sotto i riflettori c’era soprattutto...

Programma e governo: procedere per priorità

Il sentiero stretto di memoria padoana (da Padoan) si ripropone oggi tal quale e forse con qualche asperità in più sul terreno. Come ha detto il neo ministro dell’Economia Giovanni Tria, l’intenzione di questo governo è rilanciare la crescita senza far salire il debito pubblico. Almeno in rapporto con il Pil del Paese. Il tutto tenendo fede alle promesse elettorali...

Crescita: per una politica che scelga la produzione e non la rendita

Ha ragione Paolo Savona quando scrive che in Italia la cultura dello sviluppo che ha caratterizzato e animato gli anni del Dopoguerra, quando i nostri nonni e genitori hanno rimesso in piedi un Paese caduto in pezzi, si è strada facendo trasformata in cultura della garanzia (Come un incubo e come un sogno, Rubbettino) con una serie di implicazioni...

Di Maio: Contrordine, tutti onesti fino a prova contraria

Un discorso di buon senso, quello pronunciato dal neo ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, di fronte alla platea di Confcommercio appena prima infiammata dalla relazione del presidente Carluccio Sangalli. Il discorso che ogni piccolo imprenditore o commerciante o artigiano vorrebbe sentir pronunciare. Tanto per cominciare il leader dei 5Stelle non promette nuove leggi e nuovi...

Piano B, se vuoi la pace preparati alla guerra

Certo che se l’uscita del commissario europeo al Bilancio Gunther Oettinger era stata infelice - i mercati insegneranno agli italiani come votare, intendendo che il Bel Paese si sarebbe presto pentito di aver scelto populisti per governanti – l’esternazione del presidente della Commissione Jean Claude Juncker non è da meno: In Italia troppi fannulloni e corrotti. C’è da dire che...

La bussola di Confindustria per un programma di governo

Mercoledì 23 maggio è stata una giornata particolare per l’Italia e forse per l’Europa (potremmo allargare al mondo senza sbagliare ma ci limitiamo al Vecchio Continente, il ragionamento non cambia). Il candidato dei nuovi proconsoli Matteo Salvini e Luigi Di Maio, Giuseppe Conte, riceve dal Capo dello Stato Sergio Mattarella l’incarico di formare il governo e in occasione dell’assemblea generale...

BusinessEurope: allarme e curiosità per il governo gialloverde

La curiosità per il caso italiano, a Sofia – dove nei giorni scorsi si è tenuta la riunione semestrale di BusinessEurope –, era palpabile. Riunite per mettere a punto il Manifesto per l’Industria da sottoporre alle forze politiche che tra qualche mese si contenderanno il Parlamento di Strasburgo, le Confindustrie dell’Unione più la Turchia guardano con attenzione al possibile...

Ilva di Taranto, ogni limite ha una pazienza

Il no sindacale alla proposta di Am Investco per il risanamento e il rilancio dell’Ilva di Taranto è la spia di quello che potrebbe capitare di qui a poco se il sentimento anti industriale del Paese da strisciante dovesse diventare palese con il rischio di una deriva che potrebbe condurci fuori della modernità. Non importa se sul piatto della trattativa...
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