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Diario Liberale di Roberto Tumbarello

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Roberto Tumbarello, giornalista professionista, laureato in Giurisprudenza, ha tre figli e sei nipoti. Medaglia “pro merito” del Consiglio d’Europa, di cui è stato portavoce in Italia per tanti anni, è esperto in Comunicazione e Diritti umani. È stato redattore e inviato speciale di diversi quotidiani e periodici a vasta tiratura. Ha chiuso la carriera come direttore del “Giornale di Napoli”. Tra le sue ultime pubblicazioni di successo: “Gesù era di destra o di sinistra?” (Sapere 2000, 2009), “Si salvi chi può” (Edizioni Radici, 2012), “O la borsa o la vita” (Armando, 2014), attualmente in libreria.

Difesa ostinata della privacy

Nelle tragediec’è spesso qualcosa di ridicolo che non lenisce il dolore, ma, anzi, esaspera la rabbia. Quando, poi, siverifica in un paese 2.0 e h/24 come

Capita anche ai primi della classe

Un tempo erano importanti la manutenzione dei meccanismi dell’aereo e il controllo degli accessi nell’area ristretta degli aeroporti. Oggi non basta più. Non si è mai

Mal comune, mezzo gaudio

Il potere ha millenni di esperienza e sa sempre come soffocare le proteste e le idee progressiste. Oggi non fa più l’errore di crocifiggere Gesù, aiutandolo, così,

Sappiamo solo non affrontare la realtà

C’è la triste impressione che la crudeltà, le tragedie e gli scandali servano solo a ravvivare l’interesse, ormai scaduto, per i talk show. Il dibattito sarebbe

Se non c’è riscatto non ci proviamo nemmeno

Nelle grandi occasioni – si avvicina Pasqua – ci ricordiamo dei Marò in detenzione preventiva in India, e, più raramente, di Cesare Battisti, latitante in Brasile. Non riusciamo a recuperare nessuno

Ammutinamento senza rischi

Fanno male a gioirese la Roma ha collezionato 13 pareggi, persino in casa col Parma, se sbagliano i rigori e non segnano da tre metri. Se

Non basta più l’ombrello

Appena si infittisce un po’ la pioggerella l’Italia si scioglie. Crollano alberi, franano terrapieni, cedono ponti, straripano fiumi, si allagano città e campagne. Muoiono uomini e

100 miliardi per non produrre

Forse lo diventeranno dopo il diploma o la laurea o quando abbandoneranno gli studi. Ma, per ora, sono studenti, non disoccupati, come vengono censiti. Chissà perché,

La sinistra dei poveri ricchi

Per carità, non polemizzatecol trasferimento da Firenze a Roma in elicottero o per le vacanze sulla neve con l’aereo di stato. È la contestazione che cerca

Altro che coccodrilli

Ormai sono troppi i decessi per malasanità perché dipendano solo da negligenza di medici o disorganizzazione di singoli ospedali. Il sospetto che la responsabilità venga dall’alto
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