Autismo, il Tar boccia l’Ask Na2 Nord per lo stop ai piani assistenziali

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Con sentenza pubblicata il 20 giugno scorso, il Tar della Campania ha accolto il ricorso proposto dai genitori di pazienti affetti da disturbi dello ‘spettro autistico’ contro un atto adottato dalla Asl Na 2 Nord, con il quale si era disposta la chiusura di un presidio aziendale a ciclo semiresidenziale destinato alla cura dei pazienti autistici. “Ci sentiamo, dopo numerosi e lunghi mesi di difficoltà che ha rasentato la disperazione, finalmente sollevati dice Daniele Minichini, presidente dell’associazione “Almeno Credo”, fondata da genitori di persone ammalati di autismo. “È un primo forte segnale che ci incoraggia nel perseguimento di ciò che riteniamo spetti di diritto ai nostri figli” aggiunge. “Al di là della fattispecie concreta regolata con precisione chirurgica dai giudici del Tar, la sentenza può rappresentare una pietra miliare in quanto chiarisce che i piani assistenziali personalizzati non possono mai essere interrotti” spiega l’avvocato Giuseppe Cristallino, titolare dello studio legale che patrocina le istanze dei ricorrenti. I disturbi dello spettro autistico, infatti, sono talmente variegati che le linee guida dell’Oms impongono, in applicazione dei principi scientifici generali, la predisposizione da parte dello specialista di un piano assistenziale personalizzato, specifico per ogni singolo paziente. “I nostri figli” – prosegue il presidente Minichini – “necessitano di cure mirate e costanti. In ogni sede abbiamo sempre sostenuto la necessità della continuità assistenziale per non vanificare i risultati ottenuti per la regressione della malattia. Abbiamo ottenuto finalmente la giusta consacrazione di un diritto che abbiamo sempre sostenuto, per noi è finalmente arrivato l’anno zero”.