Autonomia, la Campania “sfida” il Governo: Apriamo un tavolo di discussione

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in foto Vincenzo de Luca, presidente della Regione Campania

E’ racchiusa in una mozione, recentemente approvata dal Consiglio regionale, la sfida che la Regione Campania ha lanciato al Governo nazionale sul “riconoscimento di ulteriori forme di autonomia”. Nessun referendum né tantomeno “strappi”, quindi: la Regione Campania, già all’indomani dei referendum in Lombardia e in Veneto, ha deciso di percorrere la strada istituzionale e del confronto con le istituzioni centrali. Il governatore Vincenzo De Luca ha chiesto al presidente del Consiglio, con una lettera formale, “l’apertura di un tavolo di discussione sul decentramento dei poteri al fine di garantire i principi di rigore amministrativo e di trasparenza, di efficienza e correttezza gestionale, superando così la logica della spesa storica che condanna il Sud a permanere nelle sue difficoltà”. L’idea di De Luca ha trovato sponda nel Consiglio regionale dove, nella seduta dello scorso 30 gennaio, è stata messa ai voti la mozione “Iniziativa, ai sensi dell’articolo 116 comma 3 della Costituzione, per il riconoscimento di ulteriori forme di autonomia della Regione Campania”.
La mozione, presentata dal consigliere regionale del Partito democratico e presidente della Commissione Bilancio e Finanze del Consiglio regionale Francesco Picarone, impegna il presidente della Giunta regionale e tutta la Giunta regionale “a intraprendere tutte le iniziative utili al fine di avviare il percorso volto al riconoscimento di ulteriori forme e condizioni di autonomia alla Regione Campania, con particolare riferimento alle materie attinenti alla sanità, ai beni culturali e paesaggistici e alla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, nonché a quelle che verranno individuate nel corso del procedimento istruttorio”. La proposta di mozione, ha spiegato Picarone, “sottolinea che la Campania costituisce una realtà matura per sperimentare forme e condizioni particolari di autonomia e che l’ottenimento di spazi più ampi di intervento permetterebbe di rafforzare il ruolo nevralgico in ambito socio-economico anche a beneficio della collettività nazionale e di favorire corretti meccanismi di responsabilizzazione, trasparenza e partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica, a beneficio dei cittadini campani”.
Il Consiglio regionale ha approvato la mozione con 35 voti favorevoli e 3 astenuti; il capo dell’opposizione di centrodestra Stefano Caldoro ha annunciato il voto a favore del dispositivo pur sottolineando che si è trattato di “un atto simbolico perché, ad oggi, nulla è stato prodotto nella direzione del conferimento di maggiori funzioni alla Campania”. I consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno invece definito la mozione “vuota propaganda elettorale che offende l’intelligenza dei campani perché viene proposta da una Regione che ha un debito di 5 miliardi e che ha totalmente fallito soprattutto nei settori nei quali chiede il conferimento di nuove funzioni”.