Autonomia, stop dalle Regioni del Sud. Ma con molti distinguo

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E’ un no, ma non di principio e con molti distinguo, quello dei presidenti delle Regioni del Sud continentale all’ autonomia differenziata. Dalla tavola rotonda organizzata dalla Fondazione Banco di Napoli è emerso un consenso ad un coordinamento fra le Regioni meridionali, sul quale sono d’ accordo, oltre a Vincenzo De Luca (Campania), Michele Emiliano (Puglia) e non sono contrari, il neopresidente dell’Abruzzo Marco Marsilio e quello del Molise, Donato Toma. Non sfavorevoli, ma con problemi di legittimazione per le elezioni vicine il presidente facente funzioni della Basilicata, Flavia Franconi (si vota il 24 marzo) ed il vicepresidente della Calabria (elezioni a novembre, con il presidente Mario Oliverio costretto all’ obbligo di dimora).
De Luca, “padrone di casa” e mattatore della tavola rotonda, pianta i paletti (fondo di perequazione, definizione delle risorse assegnate al Sud e dei fabbisogni standard), ma non dice no all’autonomia. Chiede, da subito, un decentramento di poteri in materia urbanistica, e rifiuta la contrapposizione con le Regioni del Nord e “con amministratori come Fontana (il presidente della Lombardia, ndr), con i quali il confronto e’ continuo”. Ribadito anche il no “ad ogni copertura delle “aree di degenerazione” e del “pulcinellismo dei falsi bilanci”. Il Comune di NAPOLI e’ chiamato in causa direttamente: “Riceve dello Stato piu’ di ogni altro degli 8 mila Comuni italiani, 362 euro all’ anno, contro i 54 di MIlano, 100 piu’ di Roma, 150 piu’ di Bari e Palermo. Dovrebbe avere servizi come Stoccolma, ed invece trasporti, ambiente ed altro sono molto indietro”. Il presidente della Fondazione Banco di Napoli Rossella Paliotto, rilancia la sfida dell’ autonomia, ma – avverte “l’ ampliamento delle funzioni e dei poteri” non deve comportare “la cristallizzazione delle differenze e dei gap attualmente esistenti tra Nord e Sud, e propone l’ antica istituzione culturale – che di recente ha cambiato interamente il suo nucleo dirigente – per candidare Napoli a “Citta’ dell’ Economia e dei Giovani nel 2020”.