Autoritratto Michelangelo ‘nascosto’ in un disegno

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Roma, 15 mar. – (AdnKronos) – Scoperto un autoritratto di Michelangelo Buonarroti nascosto in un disegno. Si tratta di una caricatura del leggendario pittore e scultore celato nel ritratto dell’amica Vittoria Colonna, celebre poetessa, eseguito nel 1525 e oggi conservato al British Museum di Londra. L’identificazione è il risultato di uno studio e scientifico pubblicato sulla rivista ‘Clinical Anatomy’ dal professore Deivis de Campos dell’Università federale di Scienze della salute di Porto Alegre, in Brasile, che già in passato ha fatto altre scoperte sulla simbologia nascosta nei disegni michelangioleschi.

L’indagine di Deivis de Campos ha fatto ‘emergere’ la piccola figura di un uomo intento a dipingere tra le pieghe dell’abito della nobildonna Vittoria Colonna, all’altezza dell’addome. Nel ritratto di Vittoria Colonna, Michelangelo si è raffigurato con il corpo piegato in avanti ad angolo acuto.

Il professore Deivis de Campos ritiene che l’autoritratto possa essere considerato una sorta di ‘firma’ segreta dell’artista. Potrebbe essere stato un modo, tra l’altro, a parere dello studioso, per aggirare il divieto per gli artisti dell’epoca di firmare le loro opere. La postura in cui Michelangelo si è posizionato potrebbe essere anche indicativa del suo stato di salute.

Michelangelo aveva tratteggiato un suo autoritratto in precedenza nel 1509 sulla pagina di un sonetto dedicato all’amico Giovanni da Pistoia: in quel disegno l’artista si era disegnato in posizione eretta nell’atto di dipingere gli affreschi della Cappella Sistina.

Un anno fa, sempre con uno studio pubblicato su ‘Clinical Anatomy’, il gruppo di ricerca diretto da Deivis de Campos annunciò di aver identificato disegnini di uteri e tube di Falloppio nelle Cappelle Medicee a Firenze e nella Cappella Sistina in Vaticano. Nello studio relativo alla decorazioni nella Sagrestia Nuova della basilica di San Lorenzo a Firenze, Deivis de Campos identificò con precisione i simboli disposti ai lati delle tombe di Giuliano e Lorenzo de Medici: in genere considerati dei crani cornuti di bovino e ariete, delle sfere collegate da corde e una conchiglia, secondo la nuova interpretazione la loro forma richiamerebbe quella dell’utero e delle tube di Falloppio, con l’intento di “rappresentare la capacità di rinascita e rigenerazione tra la vita e la morte”.