Autostrade, cosa c’è nella convenzione

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Roma, 28 ago. – (AdnKronos) – Una spesa annua per la gestione del verde e delle pulizie in autostrada più del doppio (11,1 milioni di euro contro 4,7) rispetto a quella per gli interventi sulle gallerie, mentre alle ‘pavimentazioni’ – quindi gli interventi sull’asfalto – sono destinati 105,3 milioni di euro in media, ovvero tre volte gli interventi (31,2 milioni) per ammodernare e mantenere in sicurezza le ‘opere d’arte’, ovvero ponti, viadotti e cavalcavia, della rete autostradale. Il tutto per un importo medio annuo stimato – fra il 2013 e il 2038 – in circa 290 milioni di euro l’anno, di cui più del 90% (in media 262 milioni di euro) attraverso imprese esterne e una minima parte (21,7 milioni) internalizzata. Sono alcuni degli elementi che emergono dall’analisi della convenzione sottoscritta nel 2007 tra e il ministero dei Trasporti e di cui ieri la società ha diffuso il contenuto sul proprio sito.

Si tratta di una documentazione imponente, e in gran parte già conosciuta, che tuttavia – soprattutto nella sua componente economica e finanziaria – fa emergere dati interessanti. In particolare, il corposo allegato E che include il Piano aggiornato al 2013 e che mostra un canone di concessione fissato al 2,4% dai ricavi da pedaggi di competenza della società. Quanto al Wacc (Weighted Average Cost of Capital), ovvero il tasso di remunerazione del capitale investito, nel documento è definito al 10,21%, valore che, al netto delle tasse, si riduce al 6,85%. Nel periodo 2013-2038 gli investimenti vengono fissati in 10,34 miliardi di euro, con 7,5 miliardi per le manutenzioni.